Dango

I dango (団子) sono gnocchetti di riso dalla consistenza gommosa tipici dello street-food giapponese e solitamente serviti sotto forma di spiedini. Ne esistono tantissime varietà dai colori più disparati, sia dolci che salate, ma la ricetta di base è davvero facile, perché si tratta semplicemente di impastare la farina di riso con l'acqua calda fino ad ottenere delle palline che andranno poi bollite o cotte al vapore.

 

TIPI DI DANGO

Come dicevamo, esistono molte varietà di dango che prendono il nome dal condimento con il quale vengono ricoperti o dalla stagione dell'anno in cui sono reperibili. Tra le varietà più popolari ci sono:

Mitarashi

È la versione più diffusa in assoluto e prevede che i dango vengano dapprima cotti sui carboni ardenti, in modo che acquisiscano un colorito bruciacchiato, quindi ricoperti con la salsa mitarashi, un condimento dolce-salato a base di salsa di soia, zucchero e amido. Sono un popolare cibo di strada e si trovano facilmente nelle bancarelle allestite durante i matsuri estivi.

Bocchan

I bocchan dango sono composti da tre gnocchetti con colori distinti tra di loro: rosso, bianco e verde. Il primo viene preparato con fagioli rossi, il secondo è a base di uova, mentre il terzo si ottiene aggiungendo del tè verde alla farina di riso. Deve il suo nome all’omonimo romanzo di Natsume Soseki del 1906, dove il protagonista, Bocchan, trasferitosi dalla vibrante Tokyo alla piccola cittadina di Matsuyama, trova consolazione proprio in questo dolcetto.

Hanami

Questo tipo di dango viene consumato durante la stagione dell’hanami, termine che si riferisce alla tradizionale usanza nipponica - iniziata 1300 anni fa - di contemplare la bellezza dei ciliegi in fiore. Anche in questo caso il dolcetto è composto da tre palline di colore rosa, bianco e verde chiaro, che simboleggiano i colori dei sakura, della neve in fase di scioglimento e dell'estate che prende piede.

Goma

Come suggerisce il nome, la ricetta di questo dolcetto prevede l'utilizzo di semi di sesamo. Oltre alla classica versione chiara e tondeggiante lo potete trovare anche in una versione più scura a base di semi di sesamo neri triturati, come quella della foto accanto. Può essere sia dolce che salato.

Tsukimi

Questa varietà molto particolare di dango viene consumata durante lo Tsukimi (月見), una festa tradizionale nipponica in cui si contempla la luna piena. A differenza delle varietà sopracitate non sono impilati su un bastoncino, ma vengono serviti in pezzi da 15 su un vassoio a forma di piramide.

Shiratama

Gli shiratama sono una varietà di dango preparati con la farina di riso glutinoso. Di solito sono accompagnati dallo sciroppo kuromitsu, dalla salsa mitarashi o dalla marmellata di azuki. Una possibile variante di questi dango è quella con il matcha.

Kibi

Tipici della città di Okayama, in origine venivano preparati con un mix di farina di miglio e di riso glutinoso, ma ai giorni nostri l’utilizzo del miglio si è notevolmente ridotto. La tradizione vuole che vengano aromatizzati alla pesca bianca.

Chichi

Dal colore sgargiante e acceso, i chichi dango non presentano la classica forma a pallina, ma quella di una caramella rettangolare e morbida. La consistenza ricorda quella del mochi, altro dolce giapponese preparato con farina di riso.

Uroko

Originari della città di Fukagawa, sull'isola di Hokkaido, dove da oltre un secolo vengono venduti in un negozietto sito all'interno stazione ferroviaria centrale. Hanno una forma triangolare con i bordi seghettati e sono preparati con riso, zucchero e farina e cotti a vapore.

Yomogi

Il colore verde di questa varietà di dango è dato dall’artemisia giapponese, una pianta perenne nativa del continente asiatico. Le foglie più giovani della pianta vengono triturate e mescolate alla farina di riso, conferendo a questo dolcetto, oltre al colore caratteristico, un aroma invitante e un sapore intenso.

PER CHI VOLESSE APPROFONDIRE !
Se siete arrivati fin qui, suppongo siate avidi consumatori di queste leccornie sfiziose, oppure semplicemente interessati a conoscerne curiosità e origini. A tal proposito, raccomando di leggere l’articolo di Fabrizio, caro collega di vadoingiappone.it, che ha dedicato un ampio approfondimento sui cibi e la cucina giapponese sul suo sito.

 

© immagine testata: Carrie