Wasabi

Molto diffuso nella gastronomia giapponese, il wasabi si presenta solitamente sotto forma di una salsa verde che si ricava dalla lavorazione del rizoma della wasabia japonica, una pianta che appartiene alla famiglia delle Brassicacee e cresce spontaneamente in alcune zone montuose del Giappone, in prossimità dei fiumi. La regione di Matsumoto, in modo particolare, è assai rinomata per la coltivazione di wasabi.

 

PROPRIETÀ E CARATTERISTICHE

Innumerevoli sono le sue proprietà e i benefici per l’organismo: favorisce, ad esempio, la salute dentale ostacolando il proliferare di batteri che si formano all’interno del cavo orale, aiuta a prevenire i tumori, soprattutto quelli di pancreas, colon, seno e stomaco. È inoltre un eccezionale antisettico, e anche per questo accompagna spesso piatti a base di pesce crudo come sushi e sashimi.

Il wasabi andrebbe servito fresco e grattugiato sulla pietanza – su un apposito attrezzo con manico di legno ricoperta di pelle di squalo, secondo la tradizione – non oltre quindici minuti prima di mangiarla. È questo, infatti, il modo per preservare le proprietà organolettiche del wasabi.

 

CHE SAPORE HA?

La sua piccantezza colpisce il palato e in alcuni casi stimola la lacrimazione, anche se, a differenza del peperoncino, è sufficiente bere un po’ d’acqua per eliminare completamente l’effetto. Il suo sapore, invece, ad alcuni ricorda molto quello del rafano e della senape, ad altri rievoca il gusto del daikon, un ortaggio di origini asiatiche ritenuto un brucia-grassi naturale.

Nei ristoranti giapponesi il wasabi viene servito sotto forma di pasta di colore verde, ma in commercio si trova anche in polvere: in questo caso viene usato come spezia per la preparazione di biscotti e snack. Tuttavia, è preferibile scegliere la pasta, in quanto il wasabi essiccato e reso in polvere perde parecchio del suo aroma.

 

Immagine sopra – wasabi servito assieme al sushi, creative commons: Carlos Garcia

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