Bonsai

L'arte del bonsai è una pratica millenaria che coniuga al meglio la ricerca della perfezione e l'armonia delle forme. Gli alberi vengono mantenuti intenzionalmente nani tramite potatura e riduzione delle radici. Questa tecnica permette di far assumere alla pianta forme e dimensioni desiderate.

 

BREVI CENNI STORICI

L'origine del bonsai risale a oltre 2500 anni fa, ma la prima vera testimonianza di quest'arte è un dipinto murale della dinastia Tang. A partire dalla dinastia Song compaiono i bonsai su roccia, con la funzione di rappresentare il tipico paesaggio cinese in miniatura. Il fenomeno raggiungerà l'apice nelle successive epoche Ming e Qing.

In Giappone la cultura del bonsai fu introdotta a cavallo tra il Periodo Heian (794-1185) e il Periodo Kamakura (1185-1333). Trovando la bellezza nella massima essenzialità, i monaci zen, piuttosto che sviluppare paesaggi completi, crearono i loro paesaggi in vaso secondo certe linee guida per le quali un solo albero in un vaso può rappresentare l'universo. I giapponesi divennero ben presto dei maestri in quest'arte grazie alla loro meticolosità e attenzione ai dettagli, codificandola secondo regole precise e selezionando gli strumenti adeguati per le operazioni di manutenzione. La diffusione internazionale avvenne in seguito ad alcune manifestazioni ed eventi mondiali, tra questi l'Esposizione universale di Parigi del 1878 e la Grande esposizione di Londra nel 1910, per concludere con l'Expo di Osaka del 1970, frangente in cui gli stranieri poterono ammirare la bellezza di questi alberelli, facendo propri i procedimenti ed i trucchi che stanno alla base dell'arte del bonsai.

 

L'ARTE DEL BONSAI

L'arte del bonsai fa riferimento a tutte quelle conoscenze in campo botanico e tecniche bonsaistiche da applicare per coltivare una pianta che rispetti dei determinati canoni. Nello specifico le attività richieste per la coltivazione e la manutenzione degli alberelli sono l'innaffiamento, la potatura, il filo e il rinvaso.

È importante innaffiare quotidianamente la pianta per evitare che il terreno si inaridisca, ovviamente con il giusto dosaggio per non intaccare negativamente sulla salute della stessa. La potatura è la tecnica più importante dell'arte bonsai e ne esistono vari metodi; oltre a tagliare o accorciare i rami per conferire alla pianta la forma desiderata, è necessario potare le radici fittonanti, ossia quelle che scendono più in profondità, e procedere al rinvaso periodico. Il filo è un elemento indispensabile per stabilire l'orientamento e la disposizione dei rami. La tecnica prevede che si avvolgano tronco e rami in spire di metallo e di piegarli, modificandone l'andamento. Oltre al filo possono essere applicati dei pesi o dei tiranti.

 

ALBERI ED ELEMENTI AUSILIARI

Tra le piante che più si prestano a quest'arte vi sono gli aghiformi come il pino (matsu), le latifoglie come l'acero (momiji), ma anche gli alberi da fiore quali il ciliegio (sakura) e da frutto quali il cotogno (karin). Alcune parti della pianta possono essere lasciate morire appositamente: esse presentano un colorito bianco e rappresentano la lotta dell'albero contro la natura avversa. Un tronco mezzo morto è chiamato shari, mentre un ramo parzialmente morto è denominato jin. Oltre alla pianta in sè sono importantissimi anche gli elementi ausiliari, scelti con cura per apportare un contributo qualitativo superiore all'opera. Di norma il vaso presenta un color scuro, mentre le pietre hanno dei colori sobri.

 

STILI PRINCIPALI

Negli anni sono stati proposti molti stili di classificazione dei bonsai, avvicinandosi sempre più alle condizioni delle piante in natura. Gli stili sono soggetti all'interpretazione e alla creatività personale, la bravura del bonsaista sta nell'accentuare la personalità e le caratteristiche proprie della pianta senza far perdere la naturalezza propria dell'essere vivente.

Scopa rovesciata (Hokidachi)

Lo stile prende il nome dalla forma dell'albero, il tronco è dritto e verticale e non arriva all'apice della pianta. I rami dipartono più o meno dallo stesso punto e sono indicativamente della stessa lunghezza.

Eretto formale (Chokkan)

Uno degli stili più diffusi, è tipico delle piante che in natura crescono verso l'alto come le conifere. La conicità del tronco è importantissima e deve essere ben visibile, il tronco deve quindi essere più largo alla base e assottigliarsi sempre più verso l'alto. La ramificazione dovrebbe iniziare a circa 1/4 dell'altezza totale della pianta.

Eretto informale (Moyogi)

Albero dall'andamento sinuoso, è uno degli stili più comuni e semplici da realizzare.

Inclinato (Shakan)

Il tronco e la vegetazione crescono inclinati verso destra o sinistra, con un angolo di 60-80 gradi rispetto al suolo. Le radici sono ben sviluppate su un lato per permettere alla pianta di rimanere in piedi. Il primo ramo cresce in direzione opposta rispetto all'inclinazione della pianta per garantire un buon bilanciamento.

Cascata (Kengai)

Questo stile simula una pianta aggrappata ad un dirupo e piegata verso il basso per via delle intemperie. Nel bonsai è più difficile riprodurre la crescita verso il basso poiché in totale contrasto con la naturale tendenza della pianta a crescere verso l'alto. Spesso l'apice scende più in basso rispetto alla base del vaso, ma nel caso si fermasse prima del bordo inferiore si parla di stile a semi cascata.

Letterati (Bunjin)

È considerato lo stile più elegante ed artistico. In natura questo stile si ritrova in zone con molte piante dove la competizione è tale che l'albero può sopravvivere solo crescendo più alto delle altre piante che lo circondano. La chioma si sviluppa nella parte superiore ed è spesso molto ridotta, così come la dimensione del tronco. La mancanza di rami e fogliame nella parte inferiore riproduce la sofferenza della pianta per arrivare a raggiungere i raggi del sole.

Battuto dal vento (Fukinagashi)

Riproduce gli alberi che crescono in presenza di molto vento, un altro esempio di lotta per la sopravvivenza. I rami, così come il tronco, crescono su un lato solo poiché il vento soffia costantemente sulla pianta in una sola direzione.

A boschetto (Yose-ue)

Stile che comprende più piante disposte su una lastra o all'interno di un vaso. Esiste uno stile similare chiamato kabudachi, con la differenza che in quest'ultimo i tronchi crescono tutti dalla stessa base.

Ishisuki

Le radici dell'albero crescono tra le crepe e nelle buche della roccia. In queste condizioni le radici fanno fatica a svilupparsi e assorbire nutrimenti, è quindi importante concimare e bagnare spesso la pianta.

A doppio tronco (Sokan)

È uno stile piuttosto raro in cui due tronchi crescono da un unico gruppo di radici. Solitamente quello più grande cresce quasi dritto mentre il tronco più piccolo è leggermente inclinato.

A zattera (Ikadabuki)

Rappresenta un tronco caduto sul fianco che ha dato vita ad una nuova vegetazione.