Festività nazionali in Giappone

Il Giappone è conosciuto come un paese di lavoratori instancabili, in cui le vacanze sono quasi un optional, ma questo non è del tutto vero. Nonostante i giorni di ferie pagate siano inferiori rispetto a quelli che abbiamo in Italia, ci sono 16 giorni di feste nazionali durante l’anno. Durante queste festività aziende e uffici rimangono chiusi, mentre negozi e ristoranti sono generalmente aperti, approfittando di un’ affluenza maggiore di clienti.

In Giappone c’è almeno un giorno di festa al mese, escludendo i fine settimana, e almeno una volta al mese si verifica la cosiddetta 三連休 (sanrenkyū). Il termine sanrenkyū significa letteralmente “tre giorni di vacanza di fila”, indicando solitamente sabato, domenica e lunedì. È durante questo periodo che i giapponesi approfittano per fare qualche breve viaggio anche all’estero e riprendersi dalle fatiche del lavoro.

 

CAPODANNO

La festività cade ufficialmente il 1 gennaio ed è chiamata Ganjitsu (元日): in quest’articolo vi riporto alcune tradizioni legate non solo a questo giorno in particolare ma di tutto il periodo di capodanno. Nel periodo che precede capodanno i giapponesi sono soliti scambiarsi i cosiddetti nengajo, ossia dei biglietti d’auguri, e per l’occasione gli uffici postali assumono del personale per garantire che vengano consegnati il 1 gennaio. Un’altra tradizione molto diffusa è l’otoshidama, ovvero regalare una somma di denaro ai più piccoli, racchiusa all’interno di buste decorate chiamate pochibukuro. Sono frequenti anche le feste per dire addio all’anno vecchio, dette bonenkai, e gli oseibo, i regali di fine anno.

La cucina legata al capodanno è chiamata osechi-ryori e prevede una selezione di cibi tipici giapponesi serviti su un contenitore laccato chiamato jubako, la cui forma ricorda molto il bento. Un piatto che non manca mai nelle tavole giapponesi è la toshikoshi soba, gli spaghetti di grano saraceno simbolo di buon auspicio e longevità. La mattina del 1° gennaio è tradizione sorseggiare una tazza di fukucha, ossia tè verde con una prugna agrodolce chiamata umeboshi. Un altro cibo di stagione sono i mochi, dolcetti a base di riso glutinoso. Vengono preparati tradizionalmente durante la cerimonia del mochitsuki: il riso cotto viene lavorato in un grande mortaio (usu) da due persone che si alternano, una per pestare con una mazza di legno (kine) e l’altra per umidificare il preparato.

Tra le tradizionali decorazioni di fine anno troviamo il kadomatsu, una composizione realizzata con rami di pino o bambù posto all’entrata di negozi e ristoranti per dare il benvenuto alle divinità e lo shimekazari, una decorazione che si appende sull’uscio delle abitazioni per allontanare gli spiriti maligni e accogliere le divinità. Pulire la casa è uno di quei rituali che hanno luogo la vigilia ed è un modo per salutare il vecchio anno e apprestarsi ad affrontare nel migliore dei modi il nuovo anno. La sera della vigilia viene solitamente trascorsa in famiglia, si mangia tutti assieme e si guarda la TV. Uno dei programmi più famosi e ricorrenti trasmesso da NHK si chiama Kohaku Uta Gassen e consiste in una sorta di sfida tra i più celebri cantanti nipponici.

Poco prima della mezzanotte i templi buddisti sparsi in tutto il paese suonano 108 rintocchi: si tratta di un gesto simbolico volto a scacciare i 108 peccati originali della fede buddista racchiusi nei sentimenti delle persone. Subito dopo la mezzanotte i giapponesi si riversano in massa nei santuari shintoisti per la prima visita dell’anno, un’usanza chiamata hatsumode. Con l’anno nuovo, alcuni eventi quotidiani acquisiscono un forte valore simbolico la prima volta che avvengono. Tra questi la prima aurora (hatsuhinode), il primo sorgere del sole (hatsuhi), il primo sogno (hatsuyume), il primo sorriso (waraizome) e molti altri ancora.

 

Hatsumode – creative commons: 淳平 筈井

SEIJIN NO HI

Il secondo lunedì di Gennaio si tiene il Seijin no Hi, una celebrazione per tutti coloro che nell’anno accademico in corso (1 aprile-31 marzo) hanno raggiunto o sono prossimi alla maggiore età, che in Giappone si ottiene a 20 anni. Il conseguimento della maggiore età comporta il diritto di voto e la possibilità di acquistare alcolici e tabacchi.

Questa cerimonia si originò intorno al 714 d.C, quando un giovane principe indossò dei vestiti nuovi e si tagliò i suoi lunghi capelli per marcare il passaggio all’età adulta. Tuttavia, è stata proclamata festività nazionale solamente nel 1948. Ciò che la rende unica sono gli abiti tradizionali indossati da ragazze e ragazzi. Le donne indossano il furisode, un kimono elegante solitamente dai colori sgargianti con maniche lunghe, mentre gli uomini vestono un kimono piuttosto sobrio abbinato con l’hakama, una sorta di lunga gonna.

 

Ragazze con furisode – creative commons: Nikita

KENKOKU KINEN NO HI

È una delle festività più importanti poiché l’amore per la propria patria è molto sentito in Giappone. Si celebra ogni anno l’11 febbraio e commemora la fondazione della nazione nel 660 a.C. per mano dell’Imperatore Jinmu. Durante il Periodo Meiji (1868-1912) il governo giapponese istituì questo giorno come festa nazionale assieme al cambio del calendario da lunisolare a gregoriano nel 1873. I festeggiamenti servono a porre l’attenzione sul significato di essere cittadini giapponesi e consistono per lo più nello sfoggio di bandiere, parate e fuochi d’artificio.

 

TENNO TANJOBI

In questa giornata si festeggia il compleanno dell’Imperatore, che varia in base alla sua data di nascita. Attualmente si festeggia il 23 febbraio poiché è la data di nascita dell’Imperatore Naruhito.

Nel Palazzo Imperiale di Tokyo si svolge una cerimonia pubblica e per l’occasione i cancelli della residenza si aprono anche alla gente comune. Solo in questa occasione e il 2 di gennaio è consentito accedere nel Palazzo Imperiale. L’Imperatore si mostra da un soppalco e la gente può così salutarlo ed augurargli un buon compleanno. A coloro che lo desiderano viene consegnata una bandierina giapponese da sventolare in segno di saluto al coro di banzai, che significa letteralmente “diecimila anni” e si usa per augurare lunga vita all’Imperatore. La cerimonia dura pochi minuti, una volta terminata il gruppo di sudditi viene fatto uscire e ne entra un secondo; tal operazione si ripete varie volte per consentire al maggior numero di cittadini di prenderne parte.

 

© immagine: Exequiel Schvartz/Shutterstock.com

SHUNBUN NO HI

Equinozio di primavera che si celebra facendo visita alle tombe di famiglia. Si svolge il 20 o 21 di marzo e segna l’inizio di una settimana conosciuta come haru no higan, che marca il passaggio tra le stagioni fredde e quelle calde. Il primo giorno della settimana è tradizione festeggiare consumando dei tipici dolcetti di pasta di riso e fagioli azuki chiamati ohagi.

 

Ohagi – creative commons: Mikiko Hara

GOLDEN WEEK

La Golden Week è una settimana che va dal 29 aprile al 5 maggio e comprende ben quattro festività. È quindi il periodo ideale per i giapponesi che intendono staccare un po’ dal lavoro, semplicemente rilassandosi o viaggiando da qualche parte. La quasi totalità delle persone concentra le proprie ferie in questa settimana e pertanto è fortemente sconsigliato viaggiare e spostarsi nel paese per non incorrere in disagi e contrattempi. Le strutture ricettive fanno registrare ogni anno il tutto esaurito oppure applicano prezzi altissimi e molti negozi e centri commerciali rimangono chiusi.

Se proprio non vi è possibile andare in Giappone in un altro periodo dell’anno è bene prenotare con largo anticipo gli hotel (4-5 mesi prima) e per chi si sposta parecchio è consigliato usufruire del servizio di spedizione bagagli da un luogo all’altro. Una nota a parte la merita Tokyo: per il giapponese medio la capitale non è la destinazione più ambita e quindi troverete una città svuotata con un’atmosfera alquanto rilassata. Le festività nazionali sono:

  • 29 aprile Showa no hi: si celebra il compleanno dell’Imperatore Hirohito, che governò il paese durante il Periodo Showa (1926-1989). Questa festa è stata istituita solo recentemente, in precedenza nella stessa data veniva festeggiato il Midori no hi (lett. il giorno verde) che venne poi spostato al 4 maggio.
  • 3 maggioKenpo Kinenbi: è la festa della Costituzione, un giorno speciale in cui ammirare da vicino la dedizione e l’amore che il popolo giapponese nutre per la propria patria. L’attuale costituzione entrò in vigore nel 1947, a seguito dell’abolizione nello stesso anno della Meiji Constitution. La nuova costituzione è famosa in particolare per la rinuncia al diritto di guerra.
  • 4 maggioMidori no hi: è una festa tradizionale che fino al 2006 veniva celebrata il 29 aprile, per poi essere spostata al 4 maggio. È una giornata dedicata alla natura ed all’ambiente, aspetti molto cari all’Imperatore Akihito.
  • 5 maggioKodomo no hi: giornata nella quale si celebrano tutti i bambini, anche se le bambine hanno una festa dedicata il 3 marzo, chiamata Hina Matsuri. Le famiglie pregano per la salute e il successo dei propri figli appendendo delle bandiere a forma di carpa fuori dalle case. Le famiglie appendono una carpa ad un’asta di bambù per ogni figlio, solitamente la più grande e la prima in alto rappresentano il figlio maggiore. Oltre alle carpe vengono esposte delle bambole samurai, entrambi sono simboli di forza, potere e successo nella vita.

© immagine: miues27/Shutterstock.com

UMI NO HI

Umi no hi (lett. giorno del mare) ricorre ogni anno il terzo lunedì del mese di luglio. Molti giapponesi ne approfittano per godersi un giorno di sole e relax in spiaggia. Il Ministro delle Comunicazioni giapponesi Shozo Murata stabilì che fosse considerata festa nazionale nel 1941, in onore dell’Imperatore Meiji e del suo viaggio compiuto nel 1876 con la sua nave Meiji Maru, costruita in Scozia nel 1874.

Il viaggio includeva un’escursione intorno alla regione del Tohoku, partendo da Aomori, facendo una piccola sosta ad Hakodate e terminando a Yokohama il 20 luglio dello stesso anno. Fu istituita come festa nazionale nel 1995 con lo scopo di ringraziare l’oceano per il pescato e per augurare prosperità alla nazione. In questo giorno si prega affinché il mare possa portare sempre abbondanza, prosperità e benessere.

 

Lantern Festival ad Odaiba – creative commons: Manish Prabhune

YAMA NO HI

L’11 agosto si festeggia lo Yama no hi (lett. giorno della montagna), una festività introdotta recentemente nel 2014. Lo scopo è quello di avvicinare le persone alle montagne e permettere loro di apprezzarne i benefici, nonché sensibilizzare la gente su temi molto importanti quali la protezione dell’ambiente e della biodiversità e la sicurezza in montagna. Pensate infatti che le montagne ricoprono il 70% del territorio nipponico.

 

KEIRO NO HI

Keiro no hi (lett. giornata degli anziani) è una festa che si tiene il terzo lunedì di settembre in onore di tutti i cittadini più anziani. A partire dal 1963 il governo giapponese regala una ciotola d’argento a coloro che raggiungono i 100 anni d’età, un traguardo che in Giappone non è così proibitivo.

 

SHUBUN NO HI

Equinozio d’autunno che segna il passaggio alla nuova stagione e si tiene il 22 o 23 settembre. Durante questa giornata si rende omaggio agli antenati, facendo loro visita e posando sulle loro tombe dei dolci di riso rotondi, forma per tradizione particolarmente gradita ai defunti, pregando e accendendo incensi. Il simbolo della ricorrenza è l’acero, che con i suoi colori vivaci è il protagonista indiscusso dell’autunno giapponese.

 

© Daniel Berehulak – Getty Images

TAIIKU NO HI

Ogni anno il secondo lunedì di Ottobre si festeggia il Taiiku no hi, la giornata della salute e dello sport. Fu istituita nel 1966 per commemorare l’apertura dei Giochi Olimpici di Tokyo del 1964. Moltissime scuole e aziende organizzano i loro undo-kai, ossia una giornata di gare a squadre (staffetta, tiro alla fune, ecc) volta a promuovere uno stile di vita sano e la pratica dello sport.

 

BUNKA NO HI

Il Bunka no hi (lett. giorno della cultura) si tiene ogni anno il 3 novembre. Lo scopo è quello di promuovere il patrimonio culturale giapponese, le arti e lo sviluppo accademico. Vengono organizzate manifestazioni, parate e premiazioni accademiche per ringraziare tutte quelle persone che hanno contribuito allo sviluppo culturale della nazione. Presso il Santuario Meiji Jingu, ad esempio, si tiene una cerimonia di tiro con l’arco e un torneo che include il tradizionale tiro con l’arco a cavallo (yabusame).

 

KINRO KANSHA NO HI

Il 23 novembre si festeggia il Kinro kansha no hi, che corrisponde alla festa dei lavoratori in Italia. È una giornata voluta ed istituita dal governo e rappresenta un’opportunità per ringraziare per il proprio lavoro. Nella società nipponica è ben nota la grande considerazione che è riservata all’attività lavorativa. Per l’occasione vengono organizzati molti eventi dedicati alla pace, alla famiglia, all’ambiente e anche ai diritti, oltre che ovviamente al lavoro. Durante questa giornata è facile vedere i bambini delle elementari realizzare dei simpatici disegni e andare in giro a regalarli. Non mancano nemmeno alcune manifestazioni di sindacati, seppur in numero inferiore rispetto a quelle che si svolgono in Italia.