Futon

In Giappone la concezione della camera da letto è completamente diversa da quella occidentale, almeno nella cultura tradizionale. La camera da letto spesso e volentieri non è una stanza separata, specie nelle abitazioni di dimensioni ridotte, ma fa parte della stessa zona giorno e viene "allestita" solo di notte. Non esiste neanche il letto come siamo abituati a pensarlo noi, con una struttura formata da testiera e giroletto, ma si usano dei materassi da srotolare al momento di andare a dormire, che prendono il nome di futon (布団).

 

COM'È FORMATO

Il futon è formato da più elementi: un materassino molto basso (敷き布団, shikibuton), un copriletto trapuntato (掛け布団, kakebuton) ed un cuscino riempito di pula di grano saraceno (枕, makura). Il materasso è costituito a sua volta da diverse falde di cotone avvolte in una fodera e ha uno spessore di circa 6/7 centimetri; il cotone non provoca allergia e garantisce traspirabilità ed un buon isolamento termico, rendendo il futon adatto sia nei mesi più caldi che in quelli più freddi. Attualmente si possono trovare in commercio materassi realizzati con i materiali più disparati, come inserti in fibra di cocco, lana o altre fibre sintetiche, che si discostano dalla tradizione ma si adattano alle nuove esigenze dei consumatori. I materassi pensati per il mercato occidentale sono più spessi, ma anche in Giappone vi è l’uso di sovrapporre più materassini per aumentare il comfort.

Nella tradizione giapponese il futon viene normalmente poggiato sul tatami, una pavimentazione costituita da pannelli modulari rettangolari, costruiti con un telaio in legno rivestito con paglia intrecciata e pressata, che garantisce maggior comodità, morbidezza ed elasticità. Al mattino il futon viene sbattuto con un tradizionale battipanni in bambù detto futon tataki, quindi arrotolato e coricato in un armadio apposito per contenerlo.

 

BREVI CENNI STORICI

Nei tempi antichi, quando i giapponesi vivevano di caccia e agricoltura, dormivano su stuoie di canapa intrecciata. L’abitudine sopravvisse per migliaia di anni: nel periodo Nara (710-794 d.C.) i giapponesi usavano ancora stuoie di questo genere, indipendentemente dal ceto sociale. Chi preferiva stare più comodo e poteva permetterselo metteva più stuoie una sopra l’altra, così da ottenere una superficie più morbida sulla quale dormire. Con il tempo si prese l’abitudine di appoggiare dei cuscini sul tatami e si può dire che questi fossero la prima idea di futon. Lenzuola e coperte iniziarono ad essere fabbricate nel diciassettesimo secolo, quando si cominciò a riempire i tessuti di cotone e lana. La produzione del letto futon vera e proprio iniziò il secolo successivo, insieme a quella del cotone, ma il prezzo era molto elevato. Nel diciannovesimo secolo si iniziò ad importare il cotone dall'estero ed il futon, da bene di lusso qual era, divenne accessibile a tutta la popolazione.

 

I VANTAGGI DEL FUTON

Si potrebbe facilmente pensare che dormire su un materasso steso sul pavimento abbia effetti negativi sulla propria salute, ma in realtà è l'esatto opposto. Dormire per terra su un materasso rigido e sottile consente infatti di mantenere la forma naturale della curvatura della schiena, prevenendo posture scorrette e pressioni anomale sulla circolazione. Altro vantaggio del futon è quello legato alla sua praticità: la comodità del futon è quella di poter essere ripiegato quando non serve, trasformando così la stanza per altri usi.

 

DORMIRE SUL FUTON IN GIAPPONE

Se volete provare l'esperienza di dormire nel futon durante il vostro viaggio in Giappone, vi consiglio di alloggiare in una struttura tradizionale. Nei cosiddetti ryokan, infatti, le camere sono sempre dotate di futon: nelle sistemazioni più lussuose vi capiterà di trovare i futon già ripiegati sul tatami, mentre in quelle più economiche vi dovrete fare il letto da soli. L'unica raccomandazione che mi sento di farvi è di evitare di prenotare una sistemazione di questo tipo per più notti, se è la prima volta che provate il futon: io lo trovo molto comodo, ma se amate dormire sul morbido potrebbe non fare per voi. Fate una notte di prova e se vi piace potete prolungare il vostro soggiorno o cercare una struttura simile se la vostra camera non è più disponibile.

Futon disposti in una camera di un ryokan - creative commons: Mathieu Thouvenin

© immagine testata: Christian Kadluba