Galateo a tavola

Il popolo giapponese è estremamente attento all’etichetta, al rispetto delle buone maniere e alle formalità, a tavola così come in ogni situazione della vita quotidiana. Il galateo nipponico è tanto affascinante quanto sorprendente, e nonostante i giapponesi siano gentili e ospitali è bene conoscerne le basi per evitare brutte figure. In Giappone gli usi e le tradizioni a tavola sono assai diversi da quelli comuni agli occidentali, scopriamo dunque come comportarsi e cosa non fare assolutamente, così da non farsi trovare impreparati.

 

SEDERSI CORRETTAMENTE

Nelle case e nei ristoranti si trovano sia tavoli e sedie in stile occidentale che i più tradizionali chabudai (tavolini ribassati), adagiati su un pavimento in tatami. Sul tatami si cammina senza scarpe/pantofole e solitamente ci si siede su un cuscino chiamato zabuton, imbottito e rivestito esternamente in cotone. Evitate di sormontare i cuscini degli altri commensali, è un gesto piuttosto scortese.

La posa formale per sedersi è denominata seiza, la procedura corretta prevede che il ginocchio sinistro sia appoggiato per primo a terra, seguito dal destro e dai glutei. In contesti più informali agli uomini e consentito sedersi con le gambe divaricate, mentre le donne si possono sedere con le ginocchia strette. Questo è quello che dice il galateo, poi ovviamente potete sedervi come vi pare, gli stessi giapponesi si siedono nelle posizioni più disparate, inoltre se non siete abituati dopo qualche minuto vi farà molto male e rischiate di non alzarvi più.

 

COME MANGIARE

Prima di mangiare ci si pulisce le mani con gli immancabili oshibori, un piccolo asciugamano umido servito ai clienti nei ristoranti e locali. Ricordate di dire “itadakimasu” (lett. ricevo umilmente questo cibo) prima di iniziare a mangiare. Fare rumore finché si mangiano cibi come il ramen o gli udon è considerato un segno di apprezzamento del pasto. Mangiare in questo modo serve anche a raffreddare i piatti serviti caldi, tuttavia i giapponesi lo fanno anche con i cibi freddi proprio in segno di gradimento. Per mangiare il riso si può tenere la ciotola con una mano vicina alla bocca e le bacchette nell’altra per rimpinzarsi. Per le zuppe il brodo può essere bevuto direttamente dal bordo della ciotola.

Le bacchette vanno usate in modo appropriato, non si passa mai il cibo direttamente dai propri bastoncini a quelli di un altro commensale, è considerato un gesto che porta sfortuna. Quando non si utilizzano vanno riposte sull’hashioki (poggia bacchette), senza mai incrociarle. Se dovete servirvi da un piatto comune, usate la parte dei bastoncini che non viene a contatto con la bocca.

Evitate assolutamente di soffiarvi il naso a tavola, in Giappone è considerato a priori un gesto maleducato se fatto in pubblico e lo diventa ancor di più se fatto durante un pasto. Per ovviare al problema potete tranquillamente tirare su il naso, tamponare con un fazzoletto di carta e poi gettarlo o andare in bagno. Tirare su il naso se raffreddati non è considerato un gesto di maleducazione.

In Giappone non esiste distinzione fra primi piatti e secondi, tutte le portate vengono servite insieme. È disdicevole confidare agli altri commensali di avere ancora fame, quindi non lamentatevi troppo se le porzioni che vi vengono servite sono solitamente scarse. È possibile fare il bis, ma è considerato maleducazione riempirsi il piatto. Concludete il pasto con un sospiro profondo in segno di apprezzamento e pronunciate l’espressione “gochisosama deshita” (lett. grazie per il pasto).

 

COME BERE

Come in Italia, non iniziate a bere fin quando non si fa il brindisi al grido di “kanpai”. Generalmente non ci si riempie il bicchiere da soli, chi è seduto di fianco vi servirà e voi dovrete ricambiare il gesto. Anche questa è un’indicazione da prendere con le pinze: se vi trovate a mangiare tra un gruppo di amici stretti probabilmente nessuno vi servirà e dovrete prenderne da soli. Il padrone di casa serve sempre da bere agli ospiti e il bicchiere non deve mai rimanere vuoto; se non volete più bere vi basterà capovolgerlo. Se non bevete alcolici non è maleducazione rifiutare e chiedere una bevanda analcolica.

 

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