Geisha

La geisha è senza dubbio una delle figure più misteriose e affascinanti della cultura giapponese e rappresenta un mondo segreto, un passato nostalgico ormai lontano. Esse sono delle intrattenitrici con un’elevata padronanza delle arti quali la musica, il canto e la danza. Una geisha viene solitamente assunta per intrattenere e assistere gli ospiti (prevalentemente di sesso maschile) durante banchetti, pasti e feste organizzati nell’ochaya (lett. casa del tè) o in un ryotei, ristoranti tradizionali a gestione familiare particolarmente lussuosi.

Il numero delle geisha nel XXI secolo è drasticamente diminuito a causa del cambiamento della società nipponica e del costo proibitivo delle loro performance.

 

BREVI CENNI STORICI

Le prime figure paragonabili alle geisha furono le cosiddette saburuko, ossia delle cortigiane specializzate nell’intrattenimento delle classi nobili la cui importanza raggiunse l’apice intorno al VII secolo. In seguito esse vennero soppiantate dalle juuyo, delle prostitute particolarmente apprezzate dagli aristocratici. L’avvento delle geisha si ebbe a partire dal 1600: in principio erano gli uomini a intrattenere gli ospiti con danze e canti, intorno alla metà del 1700 comparvero le prime donne geisha, e in breve soppiantarono le figure maschili.

Durante il Periodo Edo (1603-1868) la prostituzione divenne legale in tutto il Giappone: bordelli e case del piacere si moltiplicarono a dismisura e ciò portò ad un’errata concezione della funzione delle geisha, spesso scambiate per delle prostitute. Solamente a partire dal XIX secolo nacquero i primi hanamachi, quartieri appositamente pensati per loro in modo da sottolineare la differenza con i semplici bordelli. In questi quartieri sorgono tuttora le okiya, ossia le case delle geisha, e gli ochaya, i locali dove esercitano la propria professione.

Con l’apertura del paese verso l’occidente, molte tradizioni e aspetti culturali nipponici vennero travisati, in particolare la figura della geisha. I primi occidentali che sbarcarono in Giappone pensavano di trovarsi davanti a una prostituta d’alto bordo, non comprendendo che in realtà esse rappresentavano un vero e proprio esempio di donna emancipata. Ancora oggi c’è molta confusione, vale la pena ricordare quindi che la prestazione sessuale non è parte della performance di una geisha.

 

FUNZIONE DELLA GEISHA

La geisha ha la funzione di intrattenere gli ospiti durante le feste, cantando, danzando, facendo conversazione e suonando vari strumenti tra cui shamisen, koto, shakuhachi e tsuzumi. Esse operano all’interno dell’ochaya, locali altamente esclusivi a cui si accede solamente se si è clienti regolari o fidati. Per entrare è necessario essere presentati da un amico che sia già cliente e che quindi garantisca per voi. In alternativa ci si può rivolgere ad agenzie e hotel che offrono pacchetti su misura.

Se desiderate assistere a una performance di una geisha preparatevi a pagare un conto salatissimo: una cena completa può arrivare a costare oltre 400 €, a cui dovrete aggiungere il costo di un interprete se non conoscete il giapponese. Il costo esorbitante è dovuto al lungo addestramento che sono tenute a seguire fin da piccole, pagato interamente dalle okiya; una volta che le geisha cominciano a lavorare devono rimborsare il costo del loro addestramento. Inoltre, anche il loro abbigliamento è assai costoso, un kimono fatto a mano può arrivare a costare 10.000 € e va ricordato che esistono alcune regole che non permettono di indossare lo stesso kimono per più di due volte con lo stesso cliente.

 

APPELLATIVI E DIFFERENZE

A Kyoto e dintorni si utilizza il termine maiko per indicare le apprendiste che si apprestano a svolgere questa professione, mentre il termine geiko indica esclusivamente le geisha del quartiere di Gion. Al di fuori di quest’area si usano i termini hangyoku per le apprendiste e geisha per le intrattenitrici professioniste.

È bene sapere che esistono precise differenze tra un’apprendista e una geisha professionista: la prima porta i suoi capelli naturali con ornamenti più elaborati chiamati kanzashi, il viso è dipinto di bianco ed indossa un kimono a maniche lunghe colorato con un obi (fascia) più lungo e dei sandali di legno molto alti ai piedi, chiamati okobo. La seconda indossa una parrucca con un ornamento più semplice che di solito è un pettine, un kimono a maniche più corte, un obi più corto e squadrato, colletti completamente bianchi e ai piedi indossa dei sandali di legno più bassi chiamati zori o geta.

 

DOVE VEDERLE

Il quartiere di Gion, a Kyoto, con i suoi vicoli stretti e le stradine che trasudano un’atmosfera nostalgica, è il luogo perfetto per avvistare una maiko o una geisha. Ci sono vari punti in cui è possibile avvistarne una, ma il più popolare è Hanamikoji Dori, la strada che scorre da Shijo Avenue al tempio Kennin-ji. Non fatevi troppe illusioni, non è così scontato riuscire ad avvistarne una, ma se venite in questa zona indicativamente tra le 17.30 e le 21.00, avrete una buona possibilità di riuscire nel vostro intento. Infatti, è proprio in questa fascia oraria che escono per recarsi nei locali e luoghi dei loro appuntamenti.

Tenete presente che non tutte le ragazze vestite da geisha o maiko (apprendista geisha) lo sono realmente. In molti casi, infatti, sono semplici turisti che si fanno vestire così in negozi specializzati per il puro gusto di passeggiare tra le viuzze più antiche della città in abiti tradizionali.

 

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