Per molti bambini giapponesi i giochi da tavolo erano e rimangono tuttora una parte molto importante della propria infanzia. Alcuni di questi giochi tradizionali non sono così diversi dai nostri come si potrebbe pensare e forse molti di voi li conoscono già poiché compaiono in molti anime e film giapponesi.
SHOGI
Lo shogi (lett. gioco dei generali) fa parte della famiglia dei giochi strategici da tavolo, a cui appartengono anche scacchi e xiangqi, derivanti dall’antico gioco indiano del chaturanga, ideato nel VI secolo. Fu introdotto nel paese dalla Cina in un periodo storico non ben definito e nel corso dei secoli gli shogi furono molto influenzati dalle operazioni belliche in corso, poiché i generali cercavano di introdurre nel gioco le loro strategie militari.
In questo gioco si scontrano due eserciti simbolici, costituiti da 20 pezzi ciascuno, con valore e capacità di movimento ben distinte. Lo scopo è quello di uccidere lo shogun avversario. Si possono effettuare essenzialmente tre tipi di mosse: muovere una pedina sulla scacchiera, promuovere un pezzo e paracadutare una pedina catturata su una casella libera della scacchiera.
Ogni pezzo si muove in un modo particolare e per catturare una pedina è sufficiente muovere il proprio pezzo sulla casella occupata dal nemico. Tutti i pezzi (tranne il re e i generali oro) quando raggiungono le tre righe della scacchiera in cui inizialmente erano posizionati i pezzi avversari, possono essere promossi; per farlo lo si capovolge e si rivela l’ideogramma riposto sul retro, cosicché questo acquista delle maggiori capacità di movimento. I pezzi nemici catturati possono essere rimessi in gioco paracadutandoli su una casella libera e usati a vantaggio proprio, con le limitazioni del caso. La vittoria si ottiene ponendo sotto scacco matto il re avversario, senza che questi possa sottrarsi alla cattura. Per evitare la cattura del re, che viene considerata umiliante, il giocatore può abbandonare la partita quando si rende conto che la sconfitta è inevitabile. La partita ha termine anche quando un giocatore compie una mossa non permessa.

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GO
È uno dei giochi da tavolo tradizionali più popolari, che affonda le proprie radici in Cina. Fu introdotto in Giappone nel VII secolo d.C., dove è conosciuto anche con il nome di Igo. Si tratta di un gioco molto complesso strategicamente, nonostante le regole di base siano piuttosto semplici.
Nel go i due avversari si contrappongono collocando alternativamente le pedine bianche e nere sulle intersezioni vuote della scacchiera, riprodotta sopra un tavoliere chiamato goban. Obiettivo del gioco è il controllo del maggior numero di intersezioni libere nel goban. Per tal motivo i giocatori più astuti cercano di disporre le pedine in modo tale che non possano essere catturate, ritagliandosi allo stesso tempo dei territori che l’avversario non possa invadere senza essere catturato.
Per catturare una o più pedine avversarie è sufficiente circondarle con le proprie, in modo che non abbiano intersezioni libere adiacenti su cui muoversi. La complessità del gioco sta nel combinare un’efficace strategia offensiva con un’altrettanto valida strategia difensiva. La partita termina quando i giocatori passano il proprio turno consecutivamente e le cosiddette “pietre morte” vengono rimosse. Queste vengono poi aggiunte a quelle catturate e il punteggio finale è dato dal numero di intersezioni vuote circondate dalle pedine del giocatore più il numero di quelle catturate.

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HANAFUDA
Il termine hanafuda (lett. mazzo dei fiori) indica uno speciale mazzo di carte giapponesi caratterizzate da disegni floreali. È utilizzato per praticare diversi giochi quali koi-koi, hachi-hachi, hana-awase e tensho.
Le carte hanafuda nascono dall’incontro tra le carte occidentali importate dai portoghesi nel XVI secolo e i tradizionali giochi delle coppie giapponesi tra cui Koi awase. Il mazzo comprende dodici semi che corrispondono ai dodici mesi dell’anno. All’interno di ogni seme possono esserci: carte normali, nastri, animali e carte potenti. In totale si contano 48 carte da gioco, contraddistinte da una grandezza ridotta e uno spessore maggiore rispetto agli standard occidentali.
Il gioco più praticato con le carte hanafuda è il koi-koi, le cui regole ricordano vagamente la scopa. La partita vede contrapposti due giocatori e si svolge in numerose mani, il cui numero è stabilito prima che la sfida abbia inizio. Tutte la carte vanno tenute scoperte davanti a sé e la mano termina quando finiscono le carte dei due giocatori o quando un giocatore decide di interromperla. Il punteggio finale è dato dal valore delle combinazioni realizzate.

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MAHJONG
Il Mahjong è un gioco da tavolo nato il Cina nel XIX secolo e oggi è molto diffuso ed apprezzato in terra nipponica. È un gioco basato sulle combinazioni (tris, coppie, scale) che presenta delle analogie con alcuni giochi occidentali come scala quaranta.
I giocatori guadagnano punti creando opportune combinazioni di tessere e rimuovendole dal gioco. La composizione dell’insieme di tessere utilizzate e le regole di attribuzione dei punti variano leggermente a seconda della regione in cui lo si gioca, anche se i concetti fondamentali del gioco rimangono gli stessi. Solitamente il gioco si compone di 144 tessere, contrassegnate da ideogrammi e numeri e divise in diversi macro-gruppi, a loro volta divisi in sottogruppi.

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