Hanko

Chi ha intenzione di risiedere stabilmente in Giappone si troverà a doversi confrontare in più occasioni con gli hanko (判子). Nel paese nipponico, infatti, per convalidare in modo ufficiale la stipula di contratti importanti come affitti, contratti telefonici o per richiedere l’apertura di un conto bancario o postale, non si usa firmare a mano con la penna, ma si è soliti utilizzare una sorta di timbro chiamato appunto hanko.

Questi timbri sono di forma cilindrica o quadrata e sul fondo è inciso il nome del suo padrone in caratteri kanji o kana. Gli hanko vengono ricavati da materiali duri di diversa natura ed i modelli più tradizionali possono essere venduti con una piccola custodia che contiene una parte per l’inchiostro, che è sempre di color rosso. Ma le versioni più moderne possono essere autoinchiostranti, ovvero non necessitano di un ulteriore tampone.

 

BREVI CENNI STORICI

Il primo hanko di cui si ha notizia risale al 57 d.C. e apparteneva ad un messaggero giapponese in Cina. Usato per diversi secoli soprattutto nei palazzi governativi e nei templi, fu però codificato solo durante l’epoca Meiji (1868-1912), quando venne promulgata una nuova legge che stabiliva che qualunque documento pubblico convalidato con firma o marchio non registrati, da quel momento non sarebbe stato più ritenuto valido. Di li a poco la cultura del timbro si estese rapidamente in tutto il Paese, imponendosi in modo definitivo nel dopoguerra.

I design e gli accessori degli hanko continuarono ad evolvere, per stare al passo coi tempi e soddisfare le nuove necessità dei consumatori. Fu così che nel 1965 comparvero i primi hanko autoinchiostranti: ora non era più obbligatorio avere sempre con se lo shuniku, il tampone impregnato di inchiostro rosso. Negli ultimi anni, tuttavia, il governo giapponese sta spingendo verso una digitalizzazione sempre maggiore del Paese e secondo alcuni rumor si arriverà presto ad una abolizione del noto timbro.

 

LE TIPOLOGIE DI HANKO

Esistono tre tipi di hanko principali, a seconda dell’ufficialità e dell’importanza del documento da firmare:

  • Mitome-in: è l’hanko più informale, da utilizzare nella vita quotidiana per ritirare una raccomandata o pagare una bolletta. È abbastanza economico (in media 500¥) e lo si può acquistare in cartoleria.
  • Ginko-in: è il timbro utilizzato per le transazioni bancarie, come suggerisce il nome (ginko vuol dire banca). Quando apre un conto bancario, il cliente riceve l’hanko necessario per firmare gli assegni e tutti i documenti inerenti alla banca (è importante, quindi, conservarlo con estrema cura).
  • Jitsu-in: viene utilizzato per situazioni importanti, come la firma di contratti di acquisto o vendita. Per essere valido deve essere obbligatoriamente registrato al comune, che rilascia un certificato di autenticità. In questo caso parliamo di hanko fatti a mano, utilizzando materie prime di alta qualità con ottime performance di durevolezza, creati ad arte dalle sapiente mani di un artigiano o un incisore di hanko professionista. Questi strumenti di alta gamma sono diversi per materiale, design e prezzo. Tra i pezzi più costosi possiamo trovare anche timbri venduti attorno ai 1000 euro.

 

E SE VIENE SMARRITO?

Quando il documento da firmare è molto importante, l’identità viene verificata di prassi tramite documento di riconoscimento (es. carta d’identità o patente), un po’ si usa fare in Italia quando si firma un documento di notevole importanza. Naturalmente è bene denunciare l’accaduto alla polizia e rivolgersi al comune di residenza per invalidare l’hanko finora associato al proprio nominativo. Quest’ultima operazione è gratuita e precede l’emissione di un eventuale nuovo timbro, per il quale è richiesto invece il pagamento di qualche decina di yen.

Nel caso venga smarrito il Ginko-in, ovvero il timbro da apporre per confermare le varie operazioni bancarie legate al proprio conto, è necessario rivolgersi all’istituto bancario di appartenenza e procedere similarmente a quanto descritto sopra. L’emissione di un nuovo timbro è una procedura tutto sommato semplice e veloce, ma è comunque un bel grattacapo, perciò è bene prestare attenzione.

 

© immagine testata: Scott Ashkenaz