Il kimono è l’abito tradizionale giapponese per eccellenza, tanto da essere considerato il costume nazionale del paese. Ai giorni nostri viene indossato per alcune occasioni speciali come il matrimonio, la cerimonia del tè, i funerali e altre ricorrenze della tradizione quali l’hatsumode.
Un vero kimono può arrivare a costare migliaia di euro in base al materiale con cui è prodotto e agli accessori che comprende. Tuttavia, per chi fosse interessato ad acquistarne uno come souvenir di viaggio, se ne trovano anche di usati a prezzi abbordabili, sia in Giappone nei grandi magazzini come Daimaru e Tokyo Hands che online su alcuni siti di riferimento come ad esempio Ichiroya. In molti luoghi turistici come Kyoto e Nara è possibile anche noleggiarne uno e girovagare per la città immergendosi a pieno nelle tradizioni più antiche. Il costo per i modelli più informali si aggira sui 4.000-5.000¥, fino ad arrivare a 10.000-13.000¥ per quelli più formali.
KIMONO DA DONNA
Tradizionalmente il kimono da donna è prodotto in una taglia unica e viene adattato poi alle forme del corpo piegando o rimboccando opportunamente il tessuto. Per la maggior parte delle donne risulta difficile indossarlo autonomamente data la sua complessità, tanto è vero che ancora oggi esistono delle assistenti professionali, alle quali ci si rivolge soprattutto nelle occasioni speciali. Il kimono è infatti composto da numerose parti separate, che vanno indossate e unite secondo delle regole precise:
- Eri (colletto)
- Tomoeri (sopra-colletto)
- Uraeri (colletto interno)
- Fuki (orlo principale)
- Maemigoro (pannello anteriore principale)
- Okumi (parte interna del pannello anteriore principale)
- Sode (manica)
- Furi (la parte della manica sotto al foro del braccio)
- Miyatsukuchi (apertura sotto la manica)
- Sodeguchi (apertura della manica)
- Tamoto (drappeggio della manica)
- Sodetsuke (foro del braccio)
- Susomawashi (fodera interna)
- Doura (fodera esterna)
- Ushiromigoro (sezione principale posteriore)

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La scelta del tipo e del colore del kimono riflette l’età della donna, il suo stato civile e la formalità dell’occasione. In ordine decrescente di formalità troviamo le seguenti tipologie di kimono:
- Tomesode: indossato in occasioni formali come cerimonie, visite ai templi e matrimoni. La variante con un colore di fondo più scuro è chiamata Kurotomesode, mentre quelle con fondo è chiaro chiamata Irotomesode. Si presenta a tinta unita con un decoro sul fondo e su entrambe le tipologie sono solitamente impressi dei kamon, ossia i gli stemmi di famiglia.
- Furisode: realizzato in seta pregiata e colorata, viene indossato in alcuni eventi formali come la cerimonia del tè ed il Seijin no Hi, la cerimonia del passaggio all’età adulta.
- Homongi: utilizzato durante i matrimoni e alcune feste formali, è indossato sia da donne sposate che nubili. Si caratterizza per le decorazioni che si sviluppano oltre le spalle.
- Tsukesage: molto simile all’Homongi per colori e motivi, con la differenza che il decoro è presente solo sul fondo e su una manica, senza estendersi sulla schiena o sull’altra manica.
- Iromuji: kimono in tinta unita indossato sia da donne nubili che sposate, ad esempio durante la tradizionale cerimonia del tè.
- Komon: solitamente presenta un piccolo motivo che si ripete su tutta la superficie dell’abito, tuttavia se ne possono trovare anche con motivi di una certa dimensione. È indossato per occasioni informali come una passeggiata al parco o una cena tra amici. È realizzato in vari tipi di tessuti come seta, lana, poliestere, lino ecc. Una variante molto diffusa è l’Edo Komon, contraddistinto da piccoli punti disposti in gruppi densi che formano un disegno più ampio sulla superficie dell’abito; questa particolare tecnica nacque all’interno della classe samurai durante il Periodo Edo (1603-1868).
- Yukata: kimono di seta o tessuti sintetici estremamente informale, indossato principalmente nel periodo estivo da donne e uomini in occasione dei matsuri, ma anche negli onsen e nei ryokan.
KIMONO DA UOMO
Il kimono da uomo è molto più semplice rispetto a quello da donna, si compone infatti di un massimo di cinque pezzi, esclusi sandali e calze. Oggigiorno le principali differenze tra i kimono da uomo risiedono nel tipo di tessuto e nel modello. I modelli più formali sono di colore nero, presentano tre o cinque kamon sul petto e vengono spesso combinati con l’hakama (gonna) e l’haori (soprabito). Quelli più informali possono essere di colori più vivaci (viola, verde, blu) e presentano un motivo leggero.

ACCESSORI
- Datejime: è una sorta di fascia che serve a tenere più saldo il Nagajuban, ossia la sottoveste.
- Geta: sandali tradizionali giapponesi realizzati con una suola in legno rialzata da due tasselli. È un ibrido tra gli zoccoli e le infradito.
- Hakama: gonna-pantalone tradizionalmente indossata dagli uomini. Viene legata alla vita ed è lunga approssimativamente fino alle caviglie.
- Haori: soprabito che giunge fino all’anca o alla coscia.
- Hiyoku: una sorta di sottoveste indossata in occasioni speciali come matrimoni o eventi formali.
- Haori-himo: corda utilizzata per stringere l’haori; il colore più formale è il bianco.
- Junihitoe: abito a dodici strati un tempo indossato dalle cortigiane. Oggigiorno è usato solo nelle occasioni più formali a corte quali matrimoni imperiali o incoronazioni.
- Kanzashi: ornamenti per capelli in forma di fiori di seta o pettini di legno.
- Obi: cintura utilizzata per il kimono o per la yukata. È prevista anche in molte arti marziali e sono tipicamente spesse e di cotone.
- Tabi: calzini corti con separazione tra l’alluce e le altre dita del piede.
- Waraji: sandali tradizionali giapponesi fatti di corda di paglia. Oggigiorno sono utilizzati dai monaci buddisti.
- Zori: calzature simili alle infradito occidentali, realizzate in paglia di riso o altre fibre naturali, stoffa, pelle.

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