In Italia i più superstiziosi ricorrono a cornetti, ferri di cavallo e quadrifogli per propiziare la fortuna, ma i talismani più diffusi in altre parti del mondo sono altrettanto curiosi. In Giappone ce ne sono tantissimi, ma i più comuni sono gli omamori (お守り), dei portafortuna che hanno la funzione di proteggere il possessore e si trovano in vendita presso le bancarelle di templi e santuari. Di tutti i colori, avvolti in un tessuto ricamato, con simboli sacri, gli omamori si rivelano perfetti per essere conservati nel portafoglio, in tasca o appesi al portachiavi o al cellulare: non c’è giapponese che non ne abbia comprato almeno uno, se non decine in tutta la propria vita.
ORIGINE DEGLI OMAMORI
L’origine di questo singolare portafortuna è da ricercarsi nelle due dottrine religiose autoctone del Paese, il buddismo e lo shintoismo. Gli omamori fanno parte della cultura nipponica sin dall’antichità, ma la loro popolarità raggiunse l’apice nel diciassettesimo secolo, e da allora sono rimasti ampiamente utilizzati, diventando ai tempi nostri anche un souvenir perfetto da comprare durante un viaggio in Giappone. Lo scopo originario degli omamori di proteggere il possessore e di allontanare la cattiva sorte, non era altro che un modo per avvicinare i fedeli alla religione. Inizialmente esisteva una sola tipologia di omamori, ma col passare dei secoli si svilupparono talismani di ogni forma e colore, ciascuno dedicato ad un particolare ambito dell’esistenza.
PRINCIPALI PECULIARITÀ
La copertura dell’amuleto è realizzata a mano con un tessuto in seta e racchiude al suo interno una preghiera scritta su un foglio di carta o un pezzo di legno. Spesso su un lato dell’omamori è specificata l’area di fortuna o di protezione a cui sono destinati e, sull’altro lato, il nome del tempio o del santuario in cui sono prodotti.
Una volta ottenuto il proprio omamori, è importante seguire le indicazioni volte a preservarne l’effetto benevolo sul possessore. La prima è quella di non aprirlo per nessun motivo, onde evitare che la benedizione contenuta al suo interno venga rilasciata. È inoltre fondamentale che l’omamori venga sempre portato appresso affinché possa adempiere al suo compito di supporto: lo potete conservare nel portafogli, legarlo a borse o zaini o utilizzarlo come portachiavi o addirittura come ciondolo per i capelli. Infine, tenete a mente che la durata di un omamori non è eterna: per consuetudine è stimata in un anno solare o finché esso non viene danneggiato. Trascorso questo periodo di tempo, il talismano dovrà essere riportato al tempio o al santuario per essere bruciato, in modo da scacciare via tutte le negatività assorbite da quando è entrato in funzione.
TIPOLOGIE DI OMAMORI
Le tipologie di omamori sono pressoché infinite. Ogni tempio e santuario venera diverse divinità e avrà sempre degli omamori particolari e unici, che le persone del posto considererà più potenti di altri grazie all’influenza divina del luogo in cui sono venduti. Scopriamo insieme le tipologie più diffuse:
- Koutsu anzen: protegge gli automobilisti e, più in generale, coloro che viaggiano con i mezzi di trasporto. Questo tipo di amuleto è solitamente dotato di una ventosa per attaccarlo al vetro del parabrezza. In Giappone non c’è camionista, tassista, corriere o conducente di autobus o treni che non abbia uno di questi talismani attaccato allo specchietto del proprio mezzo.
- Enmusubi: aiuta chi lo possiede a incontrare una persona con cui stabilire un rapporto d’amore solido e duraturo. Alcune volte sono ricamati con il kanji di cuore (心, kokoro) o disegni di piccoli cuori. Generalmente sono acquistati da persone single, ma anche da fidanzati o coppie di tutte le età, che siano già felici o in momenti di crisi, riponendo nell’omamori la speranza di risolvere i problemi di coppia.
- Kenko: questa categoria può essere divisa a sua volta in più sottocategorie. Ci sono modelli che assicurano buona salute al possessore, altri per persone già malate e altri ancora che proteggono le donne in stato di gravidanza, assicurando loro un parto senza problemi.
- Gakugyo-joju: è senza dubbio il preferito dai giovani studenti giapponesi, che lo intendono come una forma di incoraggiamento nel proprio percorso di studio, per avere un buon rendimento scolastico e superare gli esami. Per questo motivo non è raro vedere omamori di questo tipo attaccati alle cartelle o borse degli studenti. Li trovate in vendita nei templi o santuari dedicati allo studio, ad esempio al tempio Yushima Seido, situato nell’eccentrico quartiere di Akihabara della capitale giapponese.
- Shobai hanjo: assicura successo nel lavoro e negli affari. Sono spesso di colore giallo, ad indicare il colore dell’oro. Tra i santuari più famosi dedicati agli affari segnalo il Fushimi Inari di Kyoto.
- Yakuyoke: allontana ogni forma di male da chi lo possiede. Ha una valenza prettamente protettiva dagli eventi negativi, sfortuna e spiriti maligni.
- Shiawase: come si può dedurre dal nome, aiuta il proprietario a raggiungere la felicità.

Assortimento di omamori – creative commons: Leng Cheng
© immagine testata: YU-JEN SHIH
