L’Ukai è una tecnica di pesca tradizionale giapponese che prevede l’utilizzo di cormorani appositamente addestrati per catturare i pesci. Soppiantata nel tempo dalle tecniche della pesca industriale, questa pratica sopravvive in alcune zone del paese, principalmente come attrazione per i turisti.
Il compito di tramandare la storia e la pratica dell’ukai è affidato a pescatori locali che fanno ufficialmente parte del personale dell’Agenzia della Casa Imperiale, un ente governativo che gestisce gli affari privati e pubblici della famiglia imperiale. Luogo per eccellenza della pesca coi cormorani – i cui dettagli restano segreti, tramandati di padre in figlio – è la prefettura di Gifu, dove viene praticata ininterrottamente da più di 1300 anni.
COME SI SVOLGE
Quando cala la notte, i maestri pescatori salgono su una sorta di canoa in legno lunga circa tredici metri, di nome ubune, assieme a degli aiutanti incaricati di guidare la barca e assistere il pescatore. I pesci vengono attirati verso la barca per mezzo del kagaribi, una sorta di falò alimentato a legna contenuto in un cesto posto su un palo a prua. I movimenti dei pesciolini risvegliano l’istinto predatorio dei cormorani, che possono scendere in apnea per alcuni metri a cercare di catturali. Con il loro becco arrivano a catturare fino a sei pesci contemporaneamente, tuttavia riescono a mandare giù solo i più piccoli, perché una corda legata con cura alla base del collo impedisce loro di ingoiare quelli più grandi, che invece depositano nelle ceste dei pescatori.
CURIOSITÀ
L’abilità dei maestri pescatori sta nel saper gestire 10-12 cormorani contemporaneamente grazie a delle lunghe corde (tanawa) e nel recuperare il pesce dalla bocca dell’uccello una volta tornato sulla barca. Il loro abbigliamento tradizionale è costituito da un kimono di colore nero fatto con un materiale ignifugo e abbinato a una gonna di paglia, mentre in testa si usa una bandana chiamata kazaori-eboshi che aiuta a proteggere il capo dal fuoco. Le calzature tradizionali consistono in particolari sandali (ashi-naka) che sono più piccoli rispetto alla grandezza del piede in modo tale da permettere al pescatore di utilizzare le dita per non scivolare dalla barca.
I cormorani in genere sono originari della costa di Hitachi, situata a nord di Tokyo, e prima di essere impiegati nella pesca vengono addestrati per un periodo di 2-3 anni. I cormorani in corso di addestramento vengono spesso tenuti fuori dalla gabbia e accuditi amorevolmente dai proprietari, per fare in modo che si abituino alla presenza umana. I pesci da loro pescati, i cosiddetti ayu, sono considerati delle vere e proprie delizie.
DOVE SI SVOLGE
La pesca coi cormorani si tiene nei mesi estivi in una dozzina di fiumi in Giappone, di cui il più noto è il Nagaragawa, nella città di Gifu. In questo luogo si tengono otto cerimonie ufficiali durante l’anno, di cui una è presenziata dalla famiglia imperiale: in questa occasione uno dei pesci viene donato alla famiglia. Per i visitatori sono disponibili dei tour in barca che permettono di osservare da vicino i pescatori intenti a pescare con i loro cormorani. I tour durano in media un’oretta e il cui costo si aggira sui 3.100-3.400¥. Oltre ai semplici tour ci sono anche delle imbarcazioni sulle quali è possibile mangiare e per prenotare ci si può rivolgere ad uno dei ryokan della zona. In alternativa si può assistere gratuitamente alla pesca dalle sponde del fiume.
Altri luoghi in cui viene praticata sono il fiume Hozu ad Arashiyama e il fiume Uji, nell’omonima cittadina. Tenete presente che i tour possono essere cancellati se il livello del fiume è particolarmente alto o in caso di maltempo.
© immagine testata: Sanga Park/Shutterstock.com
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