Religioni in Giappone

La religione in Giappone è un meraviglioso miscuglio di elementi shintoisti e buddisti che coestistono armoniosamente tra loro. Rispetto al mondo occidentale non è una semplice dottrina in cui riporre la fede, si tratta piuttosto di un codice morale, un modo di vivere che affonda le radici in quei valori culturali e sociali che contraddistinguono il popolo nipponico.

Per i giapponesi la religione è un fatto privato che appartiene alla sfera personale dell’individuo, e non deve interferire in nessun modo nella sfera pubblica, o causare un qualsiasi turbamento nella vita delle persone. La religione è un argomento che ricorre raramente nella vita di tutti i giorni, tanto più che la maggior parte della popolazione è dichiaratamente atea. Le persone ricorrono ai rituali religiosi per celebrare eventi speciali come nascite, matrimoni e funerali.

 

SHINTOISMO

Lo shintoismo è la religione autoctona del Giappone e predica l’esistenza di infinite divinità, chiamate kami, che rappresentano uno specifico oggetto o fenomeno naturale come il vento, la pioggia, le montagne, gli alberi, ecc. Anche le persone dopo la morte vengono a loro volta annoverate tra i kami e ad alcuni personaggi illustri vengono dedicati dei veri e propri santuari. La divinità più importante è considerata Amaterasu, la dea del Sole dalla quale discendono tutte le cose nonché antenata diretta della famiglia imperiale giapponese.

A differenza delle religioni monoteiste, nello shintoismo non esistono dogmi o prescrizioni che indicano cosa è giusto o sbagliato e non esiste una verità assoluta. L’uomo è ritenuto buono per natura e il male risiede negli spiriti maligni, che vengono allontanati tramite rituali di purificazione, offerte e preghiere.

I santuari sono i luoghi di culto dove risiedono le divinità e il più importante è il Santuario di Ise, un complesso composto da due santuari principali, il Geku (santuario esterno) e il Naiku (santuario interno). In ogni santuario shintoista sono presenti delle bancarelle presso le quali è possibile acquistare talismani e amuleti vari in grado, secondo le credenze religiose, di garantire una buona salute, piuttosto che fortuna sul lavoro, negli affari, in amore, ecc. Inoltre, per festeggiare le divinità vengono organizzati parecchi festival durante l’anno, chiamati matsuri, che prevedono processioni, feste e banchetti.

 

Torii al santuario shintoista di Itsukushima

BUDDISMO

Il buddismo fu introdotto in Giappone nel VI secolo dalla Cina attraverso la penisola coreana. In un primo momento non mancarono le situazioni di conflitto con lo shintoismo, la religione autoctona del paese. Col tempo le due dottrine finirono tuttavia col diventare un unico sistema religioso, dando vita a una convivenza pacifica ed armoniosa. Il buddismo in Giappone è sempre stato considerato il culto al quale affidare la salvezza dell’anima, tanto è vero che per i funerali i giapponesi tendono a preferire la dottrina buddista.

Nel buddismo si distinguono differenti scuole o dottrine. Durante il Periodo Heian (794-1185) vennero introdotte dalla Cina le scuole tendai e shingon, fondate rispettivamente dai monaci Saicho e Kukai. In seguito si svilupparono molte altre scuole quali jodo, jodo-shin, zen e nichiren. Quest’ultima, fondata dall’omonimo monaco nel 1253, è considerata tuttora il più importante e completo insegnamento buddista presente nel paese, altamente progressista e rivoluzionario per i canoni dell’epoca. I templi sono i luoghi di culto del buddismo e tra questi si annoverano i celebri Todai-ji, Kinkaku-ji e il Daibutsu di Kamakura.

 

Daibutsu di Kamakura

MINORANZE RELIGIOSE

In Giappone sono presenti anche alcune minoranze religiose, tra cui il confucianesimo, una dottrina morale e sociale originatasi in Cina a partire dagli insegnamenti del filosofo Confucio (551-479 A.C.). Essa rappresenta una delle tre religioni tradizionali cinesi unitamente al taoismo e al buddismo e venne introdotta nel paese intorno al 285 A.C. Durante il Periodo Edo (1603-1868), il neo-confucianesimo divenne la filosofia di vita per eccellenza del governo Tokugawa, influenzando profondamente la cultura e la società giapponese. Uno dei luoghi di culto più importanti del paese di questa dottrina è senza dubbio il Tempio Yushima Seido.

Un discorso a parte lo merita il cristianesimo, introdotto dai commercianti portoghesi nell’isola di Kyushu nel 1542. La prima comunità cristiana venne fondata nel 1549 da Francesco Saverio, un missionario gesuita considerato il pioniere della diffusione del cristianesimo in Asia. Nel corso del XVI secolo la comunità crebbe, arrivando a toccare circa 300.000 unità, e la città di Nagasaki ne era il centro principale.

Tuttavia, nel 1587 lo shogun Tokugawa Ieyasu emanò un editto di espulsione dei cristiani e bandì il cristianesimo, espulse tutti gli stranieri e vietò ai cristiani giapponesi di praticare la loro religione. Solo nel 1871 con la Restaurazione Meiji entrò in vigore una legge sulla libertà religiosa che riconobbe il diritto di esistenza alle varie comunità cristiane che avevano continuato negli anni a professare il loro culto in modo nascosto. Oggigiorno stanno prendendo sempre più piede alcune tradizioni della religione cristiana come il matrimonio in chiesa e la celebrazione del Natale. La città di Nagasaki ospita tuttora varie chiese, tra le più importanti possiamo citare la cattedrale di Oura e le chiese di Kuroshima, Aosagaura, Tabira e Shitsu.

 

Immagine sopra: Chiesa di Santa Maria a Nagasaki