Tatami

Tra gli elementi che caratterizzano maggiormente una casa tradizionale giapponese vi è il tatami (畳), la singolare pavimentazione costruita con un telaio in legno rivestito con paglia intrecciata e pressata. L’importanza di questo complemento si comprende anche dal fatto che spesso la parola “tatami” viene utilizzata come unità di misura per computare la superficie delle abitazioni. In Giappone l’ampiezza delle stanze non si misura in metri quadrati, bensì in numero di tatami, le cui dimensioni variano da zona a zona.

 

COM’È FORMATO

Il tatami è formato da un pannello di legno o compensato, foderato con una stuoia composta da un rivestimento di paglia di giunco intrecciata (igusa), che contiene al suo interno anche strati in paglia di riso pressata. La paglia di riempimento, derivante dal riso, viene fatta essiccare per un anno e cotta a temperature molto elevate per rimuovere i parassiti e gli acari. Tra gli strati di stoppie è presente dell’aria, isolata all’interno: per questo motivo il tatami è fresco d’estate e caldo durante l’inverno. Ogni singolo modulo di tatami è poi cucito insieme con un bordo di tessuto di cotone bianco ed ancorato con spago di natura organica.

Le misure standard del modulo di tatami sono di circa 91 x 182 cm, per uno spessore di 6 cm. Ma, come dicevamo prima, esistono delle leggere differenze tra una regione e l’altra del Paese: solitamente una tipica stanza giapponese è ricoperta da sei tatami. La disposizione dei tatami cambia a seconda della dimensione dell’ambiente. L’unica disposizione non consentita è la forma a croce – non si hanno mai quattro lati che convergono in un incrocio – per via della superstizione giapponese che il numero 4 porti sfortuna, ma anche perché gli angoli di paglia sono vulnerabili e una disposizione simile creerebbe avvallamenti nel pavimento.

 

BREVI CENNI STORICI

L’origine del tatami si fa risalire al periodo Heian (794-1185): a quell’epoca non veniva impiegato nella pavimentazione, ma si trattava piuttosto di un lusso esclusivo dei più benestanti, che lo adoperavano come letto o come scrittoio. Nel corso dei secoli il tatami cominciò a diffondersi anche tra i samurai e i membri della classe religiosa, che avevano guadagnato potere all’interno della società giapponese. Lentamente il tatami iniziò a ricoprire le stanze, a partire da quelle più piccole. I poveri avevano in origine pavimenti di terra coperti di stuoie, ma intorno al diciassettesimo secolo il tatami divenne un complemento d’arredo accessibile a tutti.

Attualmente le abitazioni più datate hanno stanze pavimentate solo con tatami, mentre quelle moderne tendono ad avere del parquet in tutti gli ambienti della casa e il tatami solo nella camera da letto.

 

MANUTENZIONE

Il tatami è di colore verde, poi man mano che si asciuga assume una colorazione marrone. In questi casi vi sono professionisti che con appositi strumenti riescono a separare il tatami dal piano del pavimento, voltarlo e ricucirlo nuovamente. In questo modo si avrà la sensazione di avere una stanza completamente rinnovata.

Per preservare un tappeto tatami, conviene sempre togliere le scarpe prima di salire su di esso. Per la pulizia generale di un tatami, invece, è necessario utilizzare un panno umido: evitate di usare detergenti aggressivi o abrasivi che potrebbero danneggiarne la superficie. Per lo sporco particolarmente resistente vi consiglio di utilizzare una soluzione naturale fatta di aceto bianco e acqua, da strofinare sulla stuoia con un panno umido. Se la stuoia dovesse bagnarsi, è necessario farla asciugare prima possibile, magari avvicinandole una stufetta.

 

COME SI USA

ll tatami ha utilizzi diversi a seconda della sua ubicazione: oltre ad essere impiegato nella pavimentazione delle casi tradizionali giapponesi, il tatami viene utilizzato nell’ambito di discipline sportive come il judo per le sue caratteristiche ammortizzanti ed anti-trauma. Questo tipo di materiale è legato anche alla cerimonia del tè, che si svolge con un braciere appoggiato sopra o con la modifica di uno dei tatami ricavando, in un angolo, una buca quadrata con cornice laccata, detta robuchi.

 

Stanza pavimentata con stuoie di tatami – creative commons: m-louis .®

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