Lo yosegi (寄木) è una sorta di intarsio tradizionale giapponese, originario della regione montuosa di Hakone. Brevettata per la prima volta dal maestro falegname Ryugoro Okawa, sul finire del diciannovesimo secolo, questa singolare tecnica di decorazione viene solitamente riprodotta sulle himitsu bako (秘密箱), le graziose scatoline in legno con un meccanismo di apertura particolarmente complicato.
Il disegno geometrico che lo caratterizza è unico e presenta forme e colori differenti a seconda della tipologia di legno utilizzato: il colore bianco è dato dall’albero dell’evonimo, il nero dall’albero katsura, il giallo è dato dal quassio orientale, dal gelso e dall’albero della lacca cinese, il marrone dall’albero della canfora e dal Maackia amurensis, il viola dal noce nero, il blu dalla magnolia giapponese e il rosso dal cedro cinese. I listelli vengono incollati insieme per formare ampie sezioni del motivo geometrico desiderato, prima di essere tagliati in strati estremamente sottili, che vengono poi incollati sulle famose scatoline e altri oggetti come vassoi e cornici.
LE HIMITSU BAKO
Quando furono progettate, queste scatoline venivano usate per nascondere gioielli o messaggi segreti e potevano essere aperte solo dal costruttore o dal proprietario che ne conoscevano la sequenza di apertura. Oggi sono considerate dei piccoli capolavori di artigianato e come tali inserite nel patrimonio culturale giapponese. La dimensione delle scatole e la complessità del meccanismo di apertura, oltre alla finitura degli intarsi, ne dettano il prezzo tra gli estimatori. Il numero di mosse per l’apertura può variare da poche unità fino a qualche centinaio: il leggendario maestro artigiano Yoshio Okiyama – uno dei più quotati artisti nella costruzione delle himitsu bako – è ricordato anche per averne realizzata una che vantava una sequenza di apertura di 125 mosse.

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