Sul finire della Seconda Guerra Mondiale, l’isola Okinawa divenne teatro di una delle battaglie più cruente dell’intero conflitto mondiale, la famigerata Battaglia di Okinawa, combattuta nel 1945. L’isola venne devastata dallo scontro tra le forze statunitensi e giapponesi, i quali combatterono allo stremo con numerosi atti di eroismo e sacrificio nel disperato tentativo di difendere l’isola dall’invasione americana.
La Battaglia di Okinawa fu una cruciale per l’esito della guerra: gli americani puntavano a conquistare un’ottima base d’appoggio per la successiva invasione del Giappone, mentre i nipponici combatterono fino all’ultimo uomo, con lo scopo di prolungare il più possibile il conflitto dando più tempo alla madrepatria per preparare le difese. L’incredibile tenacia dei soldati giapponesi sarà uno dei motivi che convincerà il presidente Harry Truman ad autorizzare il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki. Terminata la battaglia, gli americani si insediarono sull’isola e ne rimasero in possesso fino al 1972, quando venne ceduta nuovamente al Giappone. Ad oggi la presenza americana sull’isola rimane forte, secondo il Comando delle Forze Statunitensi in Giappone, ad Okinawa è concentrato fra il 62% e il 74% di tutte le truppe americane presenti nel paese. Movimenti di protesta sono sempre attivi tra i residenti dell’isola, che vorrebbero il totale smantellamento delle basi.
PEACE MEMORIAL PARK
All’estremità meridionale dell’isola Okinawa si trova il Peace Memorial Park, che sorge nel luogo in cui si svolse l’ultimo scontro della Battaglia di Okinawa. Nella parte superiore del parco, sulla collina, è visibile il National War Dead Peace Mausoleum, oltre ad una cinquantina di monumenti donati dalle varie prefetture giapponesi.
Ai piedi della collina si sviluppa il Cornerstone of Peace, nel quale si trovano delle lapidi che riportano i nomi delle oltre 200.000 vittime dello scontro, senza distinzioni di nazionalità o differenze tra soldati e civili. Dinnanzi alle lapidi si può osservare la Fiamma della Pace, che brucia ininterrottamente dal 1991 ed è composta da tre fiamme provenienti da luoghi simbolo del paese: l’isola di Zamami, dove gli statunitensi sbarcarono per la prima volta, la Fiamma della Pace di Hiroshima e la Fiamma della Pace di Nagasaki, le città colpite dal bombardamento atomico. L’attrattiva principale del parco è il Peace Memorial Museum, nel quale sono ospitati reperti, fotografie e video-testimonianze che ripercorrono le fasi della battaglia ed il successivo processo di ricostruzione dell’isola.
- Orari: 09.00-17.00 (ultima entrata alle 16.30); rimane chiuso durante il periodo di Capodanno
- Tariffe: adulti 300¥, bambini 150¥

Peace Memorial Museum – © Sean Pavone/Shutterstock.com
MONUMENTO HIMEYURI
Il 23 Marzo 1945, 222 studentesse di età compresa tra gli 11 e 19 anni vennero arruolate come infermiere, con il compito di curare i soldati feriti all’interno delle numerose cave naturali dell’isola. La popolazione era convinta che il conflitto si sarebbe concluso a breve con la vittoria dell’esercito giapponese, pertanto le ragazze e gli insegnanti portarono con sé libri e quaderni, per evitare che andassero distrutti durante i bombardamenti. Le sorti della battaglia si rivelarono ben diverse dalle loro aspettative, e le ragazze furono costrette a trascorrere tre mesi in quelle grotte scure e umide, circondate da cadaveri in decomposizione e feriti.
Il 18 Giugno 1945, consci dell’imminente sconfitta, i giapponesi diedero l’ordine di smobilitazione alle ragazze infermiere e la situazione degenerò improvvisamente. Fino a quel momento infatti, solamente una ventina di ragazze avevano perso la vita, ma a partire dal giorno seguente, moltissime studentesse morirono per mano dei bombardamenti americani. Alcune ragazze rimasero a curare i feriti nelle cave e nei villaggi e furono uccise nell’inarrestabile avanzata statunitense. Altre studentesse, per via della propaganda di terrore messa in atto dai giapponesi contro gli americani, temevano di essere catturate e stuprate dai nemici e preferirono quindi gettarsi dalle scogliere. Alla fine della battaglia, solo poche decine di queste ragazze riusciranno a salvarsi. Il monumento di Himeyuri, inaugurato il 7 Aprile 1946, sorge nei pressi di una grande cava, una delle principali in cui operavano le studentesse e in cui perse la vita la maggior parte di loro. Lì vicino si trova anche un museo che ripercorre tutte le fasi della battaglia attraverso reperti e fotografie, concentrandosi sul punto di vista di queste ragazze.
- Orari: aperto tutti i giorni dalle 09.00 alle 17.30 (ultima entrata alle 17.00)
- Tariffe: 450¥

Monumento Himeyuri
QUARTIER GENERALE DELLA MARINA IMPERIALE GIAPPONESE
Durante la Seconda Guerra Mondiale il Quartier Generale della Marina Imperiale Giapponese era ospitato all’interno di una serie di tunnel e stanze sotterranee nella zona di Oroku, vicino all’attuale aeroporto di Naha. Quando l’esercito statunitense superò le linee difensive nipponiche e il Castello Shuri andò distrutto, il generale Mitsuru Ushijima ritirò le proprie truppe a sud, nel disperato tentativo di resistere all’avanzata nemica per prolungare il più possibile la durata della battaglia.
Ushijima diede ordine all’ammiraglio Minoru Ota, che era a capo del Quartier Generale della Marina, di fare lo stesso e ritirarsi a sud. Giunti a destinazione realizzarono che la postazione era nettamente inferiore rispetto a quella abbandonata, quindi Ota, su richiesta dei suoi uomini, tornò al tunnel di Oroku alla testa di circa 5000 soldati, per combattere il nemico invasore e morire onorevolmente. Nonostante l’audacia e il fanatismo dei soldati nipponici, non addestrati per combattimenti terrestri, lo scontro decretò la superiorità americana e sfociò in una carneficina per l’esercito giapponese. Per contrastare i marines, che disponevano di mezzi all’avanguardia ed una potenza bellica impareggiabile, i giapponesi combatterono fino alla fine con attacchi banzai ed attacchi kamikaze. Quando le sorti del conflitto erano ormai segnate, Ota ed i suoi 6 sottufficiali commisero l’atto del seppuku (auto sventramento con la spada e successiva decapitazione) all’interno di questi tunnel sotterranei.
Dopo la guerra, i tunnel rimasero in stato di totale abbandono, finché non vennero riaperti al pubblico nel 1970. Percorrendo i vari corridoi che si snodano in questo “mondo sotterraneo” si può notare il tavolo in legno con le sedie dove si riunivano Minoru Ota e i suoi sottufficiali. In una stanza è presente un muro tutto scheggiato e forato sul quale è riposta una targhetta in inglese che spiega come i segni siano dovuti ad un attacco kamikaze di un soldato giapponese, nel tentativo di fermare l’avanzata americana.
- Orari: è aperto tutti i giorni dalle 08.30 alle 17.00 (fino alle 17.30 da luglio a settembre)
- Tariffe: 600¥

Stanza sotterranea – © jflin98/Shutterstock.com
COME ARRIVARE
Peace Memorial Park
Dal terminal degli autobus di Naha prendete l’autobus della linea 89 fino ad Itoman (60 min, 590¥/tratta). Giunti qui trasferitevi sul bus della linea 82 e scendete alla fermata Heiwakinendo Iriguchi (20 min, 480¥/tratta). Se invece avete noleggiato un’auto si impiegano circa 50 minuti dal centro di Naha.
Monumento Himeyuri
Dal terminal degli autobus di Naha prendete l’autobus della linea 89 fino ad Itoman (60 min, 590¥/tratta). Giunti qui trasferitevi sul bus della linea 82, 107 o 108 e scendete alla fermata Himeyuri-no-to (20 min, 330¥/tratta). Se invece avete noleggiato un’auto si impiegano circa 45 minuti dal centro di Naha.
Quartier Generale della Marina Imperiale Giapponese
Dal terminal degli autobus di Naha prendete l’autobus della linea 55 o 98 fino a Tomigusuku Minami (15 min, 260¥/tratta). Una volta arrivati qui potete raggiungere il sito con una camminata di 10 minuti. Se invece avete noleggiato un’auto si impiegano circa 10-15 minuti dal centro di Naha.
