Aspetti negativi del Giappone

Il Giappone è conosciuto nel mondo per l’efficienza e la puntualità dei treni, per l’ordine e la pulizia degli spazi pubblici e per il proverbiale senso di ospitalità dei giapponesi. Generalmente quando si viaggia nel paese per la prima volta si notano solo gli aspetti positivi, come è consuetudine fare anche altrove del resto. Chi invece vive o frequenta regolarmente il Paese del Sol Levante conosce bene quali sono gli aspetti negativi che maggiormente lo caratterizzano, alcuni dei quali richiedono una grande capacità di adattamento e apertura mentale.

 

IL MONDO DEL LAVORO

Il mondo del lavoro è atroce: è risaputo che in Giappone si lavora tantissimo, a volte fino a morire, tanto è vero che è stato coniato appositamente il termine karoshi per indicare la morte da troppo lavoro. Si stima che i giapponesi lavorino in media 12 ore al giorno, sei giorni su sette. Inoltre è buona norma farsi trovare sul posto di lavoro almeno mezz’ora prima dell’orario previsto e non tornare a casa finché il superiore non se ne va, anche se si sono portate a termine le proprie mansioni.

Come se non bastasse, i sacrifici e i compromessi sono all’ordine del giorno: straordinari interminabili e spesso non retribuiti, assenze per malattia scalate dalle ferie, giorni di riposo concessi col contagocce. Eccezion fatta per coloro che lavorano in proprio e per pochi altri, la vita da dipendente è un vero e proprio inferno. Al datore di lavoro è indispensabile mostrare rispetto e obbedienza, se necessario si svolgono anche mansioni non di propria competenza e obiettare qualcosa a un superiore non è mai ben visto e può precludere le proprie ambizioni in ambito lavorativo.

Creare un team solido e unito è una prerogativa fondamentale di ogni azienda giapponese, è quindi importante coltivare un rapporto extra-lavorativo con i colleghi partecipando ai classici nomikai, le uscite e bevute organizzate nel dopolavoro. Di fatto non è obbligatorio parteciparvi, ma sottrarsi pregiudica la possibilità di integrarsi nel gruppo e di fare carriera. Tutto questo si traduce in tempo zero per se stessi e difficoltà estrema nel coltivare rapporti sociali e coniugali.

 

RAZZISMO

Il Giappone è storicamente un paese nazionalista: non importa da quanti anni si vive qui, uno straniero sarà sempre considerato un gaijin (lett. persona di un paese esterno).

È pressoché impossibile integrarsi pienamente nella società nipponica e non si avranno mai gli stessi diritti di un giapponese. Tutto ciò è dovuto alla posizione geografica del paese e alle politiche di isolamento passate che hanno sempre osteggiato l’immigrazione. Anche i media contribuiscono pesantemente ad amplificare questo fenomeno, dipingendo talvolta gli stranieri per quello che non sono.

 

TRASPORTI

Come già accennato i trasporti sono efficienti ed il servizio è impeccabile, i treni sono in orario e pulitissimi, un aspetto non indifferente per chi è costretto ad utilizzarli quotidianamente. Per contro spostarsi con i mezzi pubblici è decisamente costoso e spesso nelle grandi città come Tokyo d Osaka sono tremendamente affollati. Nelle ore di punta potrete infatti vedere in azione i cosiddetti oshiya, ossia gli addetti che spingono i passeggeri nelle carrozze per farne stare il più possibile.

 

CLIMA

In generale il clima è simile a quello italiano, ad eccezione di alcuni fenomeni climatici poco simpatici che interessano il paese in vari periodi dell’anno. In particolare tra giugno e luglio si ha la stagione delle piogge, periodo in cui si alternano acquazzoni a piogge leggere; non piove ininterrottamente, ma è pur sempre meglio uscire di casa con l’ombrello per non ritrovarsi improvvisamente inzuppati d’acqua.

Da agosto a novembre l’arcipelago nipponico è preso di mira dai tifoni, i quali possono causare numerosi disagi a chi ha programmato di sposarsi di continuo. Non è finita qui. L’estate è caratterizzata da un livello d’umidità pazzesco, a tratti invivibile. Per di più in questo periodo è molto facile ammalarsi poiché ogni esercizio pubblico dispone di un condizionatore d’aria che sottopone le persone a continui sbalzi di temperatura.

 

TERREMOTI

Il Giappone è un paese ad elevato rischio sismico poiché sorge sul punto d’incontro tra quattro placche tettoniche (filippina, euro-asiatica, nord americana e del Pacifico). Nonostante il paese sia all’avanguardia in materia di prevenzione e gli edifici vengano costruiti rispettando dei severissimi criteri anti-sismici, risulta pressoché impossibile prevedere l’arrivo di un sisma. Vivere in Giappone significa anche saper convivere con questo fenomeno.

 

INFLESSIBILITÀ

Scordatevi il buonsenso, se c’è una regola va rispettata, indipendentemente dalla situazione. D’altronde questo atteggiamento ha permesso al Giappone di diventare una delle maggiori potenze mondiali negli anni, il pressapochismo non è tollerato e tutto è regolamentato da precise norme e comportamenti da seguire.

 

FALSITÀ

Capire le reali intenzioni di un giapponese non è sempre così immediato. Le parole Hon’ne e Tatemae descrivono due fenomeni sociali ben precisi. Hon’ne si riferisce ai sentimenti più veritieri e profondi di una persona, che spesso vengono tenuti nascosti per non deludere le aspettative della famiglia o della società. Tatemae è il tipico comportamento di facciata che si tiene in pubblico, è un metodo per raggirare una scomoda verità spesso utilizzato dai giapponesi.

Questo comportamento può risultare alquanto fastidioso, soprattutto agli occhi di una persona franca senza peli sulla lingua. È bene precisare che i giapponesi si comportano così principalmente per evitare situazioni sgradevoli o di conflitto. Si agisce così per non ferire i sentimenti degli altri, per cui si evita di dire in modo diretto quello che si pensa. Sta all’interlocutore andare oltre l’apparenza e comprendere che la risposta è negativa.

 

MASCHILISMO

Non è un mistero che la società giapponese sia profondamente maschilista. Nel recente passato le donne hanno sempre avuto un ruolo di secondo ordine, a loro spettava di accudire la casa, di crescere i figli e di prendersi cura del marito. Le cose stanno lentamente migliorando, tuttavia ci sono ancora molte attività precluse alle donne, come dormire in alcuni capsule hotel, entrare in un ring di sumo o accedere ad alcuni siti turistici come il Monte Omine nella prefettura di Nara.

 

CONSUMISMO

La tendenza al consumo sfrenato su modello statunitense è uno stile di vita ben radicato in Giappone. Il paragone con gli Stati Uniti non è casuale, l’attenzione al marketing, al pubblicizzare un determinato prodotto è un’abilità innata del popolo giapponese e le persone si sentono sempre in dovere di avere l’ultimo modello di smartphone, di vestirsi alla moda e di comprare in continuazione. Purtroppo questo fenomeno costituisce un problema non indifferente per l’ambiente.

 

COSTO FRUTTA

Il costo della frutta è un aspetto che interessa principalmente chi risiede permanentemente in Giappone. È importante precisare che la frutta si divide in due tipi: quella da regalo e quella da consumo.

Quella da regalo è venduta a peso d’oro: non è raro arrivare a pagare 80-100€ per un melone, 200-300€ per una singola fragola o 50€ per un mango. I giapponesi dedicano infatti un’accuratezza maniacale alla coltivazione della frutta; alcuni frutti vengono incartati uno ad uno sulla pianta mentre crescono per proteggerli dalle intemperie. Una volta giunti sul bancone del negozio vengono presentati splendidamente, perfetti in forma e colore, con un sapore più intenso e dolce rispetto alla frutta comune.

La frutta da consumo si trova nei supermercati o in alcuni mercati più grandi, il prezzo è decisamente più abbordabile ma rimane molto più alto rispetto agli standard italiani. Un classico esempio sono le mele, vendute a 1,50€/l’una. Può rappresentare sicuramente un problema per chi consuma frutta quotidianamente, per chi la mangia occasionalmente invece non influisce più di tanto. È bene sapere che la frutta in Giappone è considerata un bene di lusso, che di solito si porta in regalo quando si fa visita a una famiglia giapponese.

 

 

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