Il bento (弁当) è un contenitore con coperchio che racchiude un pasto completo, composto da vari ingredienti e tradizionalmente preparato in casa. Parte integrante della cultura culinaria giapponese, il bento riassume il concetto di praticità gastronomica, cioè del non volere rinunciare ai piaceri del palato anche quando si è lontani da casa. E in effetti, non c’è viaggio che inizi o pausa pranzo che si rispetti senza il bento, in Giappone.
BREVI CENNI STORICI
La tradizione culinaria giapponese ne attesta l’esistenza a partire dal XII secolo, quando il riso essiccato veniva preparato per essere mangiato fuori casa da pescatori e contadini. Ma presto il suo utilizzo si diffuse anche all’interno delle classi più benestanti, che se ne servivano per consumare il pasto durante l'hanami.
Nel Periodo Edo (1603-1868) la cultura del bento si raffinò, e viaggiatori e turisti iniziarono a conservare il cibo in scatole di bambù attaccate alla cintura. Nel Periodo Meiji (1868-1912), siccome molte scuole non avevano una mensa interna, le mamme preparavano ai propri figli il bento per la pausa pranzo.
Il bento entrò in una fase di declino dopo la fine del secondo conflitto mondiale, con la carestia che divampava e il cibo che era diventato un lusso. Il successivo diffondersi delle mense contribuì a cacciare da scuola il cibo preparato in casa dalle mamme giapponesi. Il bento tornò popolare negli anni ottanta, con l'aiuto dei forni a microonde e la diffusione dei conbini. Dagli anni duemila c'è stato un ritorno del bento fatto in casa, pratica ormai comune nelle scuole giapponesi e che inizia a diffondersi sporadicamente anche in altre parti del mondo.
TIPOLOGIE DI BENTO
Alla base del bento vi è l’importanza del saper confezionare un pasto bilanciato ed esteticamente gradevole. Ne esistono essenzialmente due tipologie: quelli già pronti, tra cui i più popolari si trovano nelle stazioni ferroviarie (駅弁, ekiben), irrinunciabili per chi viaggia con lo shinkansen, e quelli preparati in casa (キャラ弁, kyaraben) che le mamme giapponesi confezionano con tanta pazienza per i propri bambini.
L’interno della scatola è diviso in più scompartimenti, in modo tale da tenere separate le pietanze. In alcuni modelli lo spazio è unico, ma si può ricorrere anche a formine di carta e piccoli divisori per evitare che il cibo si mischi. A seconda del modello, la scatola si può chiudere a incastro, con un elastico di stoffa o con il furoshiki, il tradizionale involucro di stoffa quadrato che funge sia da borsa che da sottopiatto.

Locale che vende ekiben in stazione
BENTO, COSA VUOI COMUNICARMI?
La praticità del bento lo rende particolarmente popolare durante la stagione dell'hanami, quando amici e colleghi si ritrovano a fare picnic sotto i ciliegi in fiore. Ma la caratteristica più peculiare del bento è che viene spesso utilizzato come un vero e proprio strumento di comunicazione sociale. Un bento preparato con amore e attenzione porta con sé tutti i sentimenti di chi lo prepara per chi lo mangia. E non esiste modo migliore di esprimere i propri sentimenti per qualcuno che spendere il proprio tempo ed energie nella preparazione di un buon manicaretto. Questa forma di comunicazione è estremamente efficace: il pranzo di una mamma che fa apparire belle e buone le odiate verdure al suo bambino, o il cestino del pranzo preparato al marito da una moglie arrabbiata che contiene solo riso bianco. Che strumento di comunicazione formidabile, il bento!
Bento acquistato a Sapporo Station


