Se siete andati in Giappone avrete sicuramente notato che ci sono pochissimi giapponesi calvi, a differenza dell’Italia che risulta essere invece tra i paesi con la più alta percentuale di persone che soffrono di alopecia. Questo non vuol certo dire che in terra nipponica la calvizie non esista, quello che realmente cambia, a mio parere, è la diversa sensibilità che le persone hanno nell’affrontare questo disturbo legato ai capelli.
ESSERE CALVI IN GIAPPONE
Il fatto che la calvizie sia poco diffusa in Giappone la rende una sorta di tabù. Se in Italia essere calvi non è poi la fine del mondo e anzi è spesso segno di virilità, dall’altra parte del mondo si fa di tutto per nasconderlo. Non sorprende quindi che moltissimi giapponesi attuino ridicoli “riporti” per mascherare il problema o ricorrano al trapianto di capelli nei casi più estremi, per mantenere alta la propria autostima e sentirsi più attraenti.
PERCHÈ CI SONO POCHI CALVI?
Chiariamo sin da subito che non esiste una spiegazione scientifica per cui i giapponesi sono meno soggetti alla perdita dei capelli, ma solo supposizioni. Ad influire positivamente ci sarebbero innanzitutto i geni, quindi la conformazione dei capelli e, infine, l’alimentazione. Una delle chiavi è un enzima che negli asiatici, ed in particolare nei giapponesi, risulta essere meno attivo. Questo particolare enzima si trova nel bulbo pilifero dei capelli e converte il testosterone in DHT (diidrotestosterone), che agisce sul bulbo pilifero, riducendone le dimensioni e atrofizzandolo fino alla caduta dei capelli. Un altro aspetto notevole dei capelli asiatici è che tendono ad essere lisci e spessi, il che permette loro di ancorarsi al cuoio capelluto meglio di quelli irsuti.
L’alimentazione tradizionale giapponese gioca anch’essa a favore: legumi e alghe sono presenti sulle tavole sin dalle prime ore del giorno, i dessert contengono quantità minime di zucchero e le loro bevande generalmente non contengono dolcificanti (tralasciando i soft drinks). Nemmeno il lattosio fa parte della loro cultura culinaria, anche perché la maggior parte della popolazione ne è intollerante. Per chi non lo sapesse, tali abitudini alimentari forniscono i nutrienti necessari a irrobustire il capello e bloccarne la caduta, tra le altre cose.
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