Gruppi sanguigni in Giappone

Forse non tutti lo sanno, ma i giapponesi sono fermamente convinti che la personalità di un individuo e l’affinità di coppia si possa stabilire in base al gruppo sanguigno di appartenenza, in maniera molto simile a quanto accade da noi con i segni zodiacali. Sebbene non vi sia alcun fondamento scientifico a supporto della singolare correlazione, questa credenza conosciuta con il nome di ketsuekigata (血液型) è talmente diffusa che esistono veri e propri oroscopi sui gruppi sanguigni trasmessi in TV, riviste dedicate e persino test per l’affinità di coppia.

 

L’ORIGINE DI QUESTA CREDENZA

Dopo la scoperta dei gruppi sanguigni avvenuta nei primi anni del ventesimo secolo, per mano dello scienziato austriaco Karl Landsteiner, alcuni studi etnologici evidenziarono come determinati gruppi sanguigni fossero più ricorrenti in certe popolazioni rispetto ad altre. Questi studi contribuirono a fomentare le teorie di supremazia razziale in voga in quel periodo: il Giappone imperialista prese la palla al balzo e commissionò a Takeji Furukawa – all’epoca professore di una scuola femminile di Tokyo – uno studio approfondito sull’argomento che potesse essere usato in ambito militare, per la selezione e la formazione del personale.

Ma la presunta prova della validità della teoria fu data da un successivo studio del professore in cui si comparava la popolazione di Taiwan (al tempo colonia giapponese) alla minoranza etnica Ainu che risiedeva in Hokkaido. Egli desiderava capire perché i taiwanesi si erano ribellati all’invasione giapponese con tanto vigore, a differenza degli Ainu. La ricerca svelò che il 41,2% dei campioni taiwanesi aveva sangue di tipo 0 e per questo Furukawa ipotizzò che la ribellione taiwanese avesse una base genetica. Lo studioso si era convinto di questa teoria anche in considerazione del fatto che fra gli Ainu – popolo dal temperamento più sottomesso – solo il 23,8%  aveva sangue di tipo 0. L’interesse per la correlazione tra temperamento e gruppi sanguigni, tuttavia, andò scemando negli anni ’30. Le idee di Furukawa guadagnarono nuova popolarità a partire dagli anni ’70, quando Masahiko Nomi – giornalista televisivo privo di qualsiasi conoscenza medica – riuscì a dimostrare dati statisticamente significativi sulla teoria dei gruppi sanguigni, pubblicando diversi libri. Solo dopo la sua morte, il lavoro di Masahiko Nomi fu criticato per via della metodologia non chiara, e considerato per lo più aneddotico.

 

IL FENOMENO IN GIAPPONE, OGGI

Come dicevamo, ancora oggi molti giapponesi credono che un determinato gruppo sanguigno possa identificare il carattere di una persona. Per quanto si possa pensare che sia un fenomeno giovanile, in realtà raggiunge persone di tutte le età e stati sociali: moltissime celebrità giapponesi che lavorano nel mondo dello spettacolo come attori o cantanti, includono il gruppo sanguigno sui loro profili social. Anche alcuni politici ne fanno menzione nel proprio programma elettorale, attribuendo al proprio tipo di sangue una predisposizione alla leadership rispetto ai propri avversari. Le discussioni sul gruppo sanguigno sono molto popolari nelle riviste femminili come modo per indicare la compatibilità con il partner potenziale o corrente: se avete un appuntamento con una ragazza giapponese, quindi, vi conviene informarvi in anticipo sul vostro gruppo sanguigno per farvi trovare preparati. Non è raro, infine, imbattersi in diete e consigli alimentari formulati in base all’appartenenza ad un dato gruppo.

In alcuni casi, purtroppo, questo fenomeno può però sfociare in una sorta di “discriminazione sanguigna”, per cui ci sono gruppi considerati migliori di altri e viceversa, generando quello che viene definito bura-hara (ブラハラ), neologismo che deriva dalla contrazione delle parole blood e harassment, a indicare appunto una forma di discriminazione che colpisce in particolar modo gli appartenenti ai gruppi B e AB. La discriminazione può essere quella di alcune donne che cercano il proprio compagno basandosi esclusivamente all’appartenenza a un determinato gruppo sanguigno, ma anche quella in ambito lavorativo: grandi multinazionali come la Mitsubishi, ad esempio, hanno rivelato di avere utilizzato la dottrina del ketsuekigata per costituire il proprio team.

 

CARATTERISTICHE DEI GRUPPI

  • Gruppo A (A型 Agata): le persone del gruppo A sono molto serie, pignole e leali. Vantano un ottimo autocontrollo, ma il loro rigore nasconde un’intima fragilità e una certa inclinazione al nervosismo. Inoltre, chi appartiene al gruppo A ha un carattere gentile, riservato e pudico, preferisce relazioni pacifiche ed è osservante delle regole e dell’ordine sociale (non per niente è il gruppo predominante in Giappone).
  • Gruppo B (B型 Bgata): le persone del gruppo B sono considerate dinamiche, brillanti, intraprendenti, ma anche inaffidabili ed egocentriche. Facili all’entusiasmo e nel contempo superficiali, sbolliscono con la stessa rapidità con cui si infervorano. Odiano le limitazioni e hanno scarsa osservanza delle regole sociali, per cui potremmo definirli l’esatto opposto delle persone appartenenti al gruppo A.
  • Gruppo AB (AB型 ABgata): chi appartiene al gruppo AB ha un animo profondo, sensibile e delicato. Malinconico, ma anche intransigente. Di fatto, è una combinazione dei gruppi A e B, da qui l’idea della doppia personalità, è considerato il gruppo delle persone geniali. Le persone di questo gruppo sono razionali, hanno buona capacità critica e di analisi e vivono in armonia con la società.
  • Gruppo O (O型 Ogata): a questo gruppo appartengono persone generose e pacifiche, aperte alle novità e al cambiamento, dotate di socialità e senso del gruppo, comprensive e rispettose delle personalità altrui. Hanno un carattere forte e vantano una tendenza innata alla leadership (molti primi ministri giapponesi sono di gruppo O) e alla ricerca del successo. In Giappone il gruppo sanguigno O è considerato il migliore.

 

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