Karoshi

Karoshi (過労死) è il termine giapponese che descrive la morte per eccesso di lavoro, un fenomeno sociale inquietante che provoca ogni anno un numero consistente di morti nel paese asiatico. Si tratta per lo più di decessi dovuti a malattie cardiache e vascolari, determinate dallo stress indotto dal sistema lavorativo nipponico, totalmente cieco sul fronte della tutela del lavoratore e dedito solamente alla massimizzazione dei risultati. Molto spesso i lavoratori cadono addirittura in gravi stati depressivi che, non raramente, li portano anche al suicidio. In Giappone la situazione è talmente grave che il karoshi è ufficialmente riconosciuto, nelle statistiche demografiche nazionali, come una causa di morte, alla pari di malattie come il cancro o incidenti stradali.

 

LE CAUSE

In Giappone, lavorare fino allo sfinimento è considerato un gesto ammirevole, poiché dimostra la propria dedizione e il proprio rispetto nei confronti dell’azienda e dei superiori. Anche quando non è necessario o non è richiesto esplicitamente, sono gli stessi dipendenti a scegliere volontariamente di trattenersi in ufficio ben oltre l’orario previsto, accumulando straordinari su straordinari. Molti impiegati si sentono addirittura in colpa quando vanno in ferie per aver abbandonato la propria azienda, temendo di essere percepiti come scansafatiche.

La paura di rimanere disoccupati dettata dalla grande competitività nel mondo del lavoro giapponese porta le persone a lavorare a qualsiasi ora, ma in questo modo le conseguenze per la salute possono divenire irreversibili. Come nel caso di Miwa Sado, reporter trentunenne della nota emittente televisiva NHK, morta di infarto nel 2013 dopo aver svolto circa 160 ore di straordinari in un solo mese. Questo caso, insieme a molti altri, ha scosso l’opinione pubblica giapponese attirando l’attenzione su questo delicato problema.

 

MISURE PREVENTIVE

Negli ultimi anni il governo giapponese si è fortemente interessato a questo problema e attualmente sono previste diverse misure volte a prevenire il karoshi: la legge in vigore prevede un limite massimo per il lavoro straordinario e un esame medico a cui sottoporsi per testare il quadro psico-fisico del lavoratore che vuole usufruire del lavoro straordinario. Le stesse aziende, incentivate anche dalla diffusione della pandemia da coronavirus, hanno inoltre introdotto misure atte a prevenire gravi ripercussioni sulla salute dei propri dipendenti: alcune hanno previsto la possibilità del telelavoro, altre hanno limitato i giorni in cui è possibile fare gli straordinari e altre ancora hanno aderito all’iniziativa “premium friday”, che prevede la possibilità di lavorare solo la mattina dell’ultimo venerdì del mese. Trattandosi tuttavia di un modo di lavorare che è profondamente radicato nella cultura giapponese e nella mentalità dei lavoratori, tutte queste iniziative intraprese per tentare di migliorare la situazione hanno finora dato scarsissimi risultati.

 

© immagine testata: tokyoform/Flickr.com