Sistema scolastico giapponese

Il Giappone è una nazione unica sotto molti aspetti, ed anche il suo sistema scolastico non fa eccezione. Da queste parti l’istruzione è una componente fondamentale della vita di un individuo, sin dalla tenera età: chi dimostra di essere un buon studente alle elementari potrà entrare in una buona scuola media, e al contempo chi ottiene ottimi risultati alla scuola media potrà aspirare ad un buon liceo che darà la possibilità di iscriversi ad un’università prestigiosa ed a quel punto assicurarsi un posto di lavoro molto ben retribuito una volta terminato il proprio percorso di studi. In un paese in cui la connessione tra scuola e mondo del lavoro è così forte, non sorprende quindi che il tasso di alfabetizzazione si attesti al 99%.

 

I CICLI SCOLASTICI

Il sistema scolastico giapponese attualmente in vigore fu riformato nel secondo dopoguerra su modello di quello statunitense, e si sviluppa in cinque cicli, simili a quelli italiani: scuola materna, scuola elementare, scuole medie, liceo e università. A cambiare, però, è la durata di questi ultimi, con le elementari che durano un anno in più, mentre le superiori durano solamente tre anni rispetto ai cinque dell’Italia. Altra differenza è che la scuola in Giappone inizia durante il mese di aprile e termina a marzo dell’anno successivo.

La scuola dell’obbligo va dai 6 ai 15 anni e fino all’elementari, se si è iscritti in una scuola pubblica, non c’è alcuna tassa d’iscrizione da pagare. Anche i materiali scolastici sono forniti dallo stato. La stessa cosa vale per le scuole medie, dove però le famiglie si devono fare carico di spese secondarie come i pasti e le gite scolastiche.

  • Yōchien (幼稚園, Scuola materna): sebbene non sia obbligatorio, la stragrande maggioranza dei bambini giapponesi frequenta l’asilo a partire dai tre anni d’età. I momenti di svago sono diversi, ma vi è anche un tempo propedeutico all’apprendimento: molte scuole materne impartiscono ai bambini i primi rudimenti della lettura e della scrittura, in modo da facilitare il successivo inserimento alle scuole elementari. Un’altra funzione dell’asilo è quello di aiutare i bimbi a familiarizzare con la fonetica della lingua, accelerando la comprensione del testo e la percezione del significato delle parole.
  • Shōgakkō (小学, Scuola elementare): come avviene per i pargoletti nostrani, al compimento del sesto anno di età i piccoli bambini nipponici iniziano la scuola elementare, che si protrarrà fino all’eta di dodici anni. Alle elementari il programma scolastico è molto vario e spazia dal giapponese alla matematica, dalla musica all’educazione fisica. Le classi sono molto numerose e comprendono fino a 40 alunni, e questo per far sì che i bimbi che imparino a socializzare tra loro più facilmente e osservino le regole con rispetto. Ogni classe è divisa in gruppi che, a turno, puliscono l’aula, i corridoi, i bagni e altre aree comuni della scuola. Alcune scuole dispongono anche di aiuole che i ragazzi coltivano e di cui si prendono cura.
  • Chūgakkō (中学, Scuola media): le scuole medie in Giappone durano tre anni e, al raggiungimento del quattordicesimo anno di età, si conclude il periodo di formazione obbligatoria per gli studenti. Nonostante ciò, circa il 97% dei diplomati si iscrive ad una scuola superiore e prosegue gli studi o entra in istituti specializzati (専門学校, Senmongakko) che preparano la persona a diverse professioni lavorative.
  • Kōkō (高校, Scuola superiore): da questo momento l’istruzione non è più gratuita ed ogni istituto richiede il pagamento di una retta scolastica e il superamento di un test di ammissione. L’importo delle tasse e la difficoltà del test di ammissione variano da una scuola all’altra, a seconda soprattutto di quanto sia rinomata quest’ultima. In Giappone non esiste l’esame di maturità, come avviene invece in Italia, ma viene comunque rilasciato un diploma che servirà poi per un’eventuale iscrizione all’università.
  • Daigaku (大学, Università): le università giapponesi hanno la cattiva nomea di essere estremamente selettive. Per entrarci è richiesto il superamento di esami particolarmente complessi, al punto che, mediamente, solo la metà dei partecipanti riesce ad accedervi con successo. Diversamente, non esiste la classica tesi di laurea: il percorso di studi termina nel momento in cui sono stati sostenuti positivamente tutti gli esami previsti per le singole materie. La selezione all’ingresso è dura, ma una volta entrati si ha praticamente la laurea in mano. I corsi universitari per conseguire la nostra laurea triennale prevedono una durata indicativa di quattro anni. Chi lo desidera può proseguire gli studi con un Master, un Dottorato o dei corsi universitari brevi di due anni che permettono di inserirsi rapidamente nel mondo del lavoro.

 

I TEMUTISSIMI TEST DI AMMISSIONE

I test di ammissione all’università sono un vero e proprio incubo per gli studenti giapponesi, che non a caso li chiamano shiken jikogu (受験地獄, lett. l’inferno degli esami). La selezione è così difficile che molti liceali iniziano a studiare per l’esame di ammissione anni ed anni in anticipo e solo il 56% di loro riesce a passarlo al primo colpo. Nel caso in cui si fallisca l’esame, si diventa un ronin (浪人, lett. samurai senza padrone), ovvero uno studente che studia per un anno intero da solo a casa, per tentare nuovamente la sorte.

Ogni anno moltissimi studenti, schiacciati dal peso delle proprie responsabilità, decidono di abbandonare tutto e tutti e uscire dalla competizione, ritenendo che gli obiettivi siano al di fuori della loro portata e temendo l’onta del fallimento. Nei casi più borderline, alcuni studenti decidono di ritirarsi non solo dalla scuola ma anche dalla vita sociale e diventano degli hikikomori, o ancora peggio si suicidano.

 

LE RIPETIZIONI NEL DOPOSCUOLA

Per potersi preparare all’esame di ammissione molti studenti iniziano a frequentare i juku (塾, lett. doposcuola), una sorta di corsi supplementari che si tengono solitamente nel pomeriggio e possono durare fino a tarda sera. Non si tratta però di corsi riservati esclusivamente a liceali o universitari, spesso anche i bambini delle elementari vi prendono parte per migliorare il proprio rendimento o consolidare le conoscenze apprese durante le lezioni. I corsi vengono organizzati da istituti privati e come tali richiedono il pagamento di una quota che le famiglie versano volentieri perché in questo modo alzano il livello culturale dei propri rampolli.

 

ATTIVITÀ EXTRA-SCOLASTICHE

Le attività extra-scolastiche sono una componente fondamentale del sistema educativo giapponese, tanto che in alcuni istituti sono addirittura obbligatorie. Di norma ogni studente ha la possibilità di scegliere un club (クラブ, kurabu) al quale iscriversi, partecipando poi a una serie di attività organizzate nei pomeriggi dopo la scuola. I club sono davvero tanti e molto vari, ma principalmente divisi in due grandi categorie: i club sportivi e i club culturali. Tra le tante attività sportive sono molto popolari il baseball, il calcio e le arti marziali. Per quanto riguarda invece le attività culturali, ci si può iscrivere a corsi di giardinaggio, cucito, composizioni floreali o giochi da tavolo.

 

ADEMPIMENTI DEGLI ALUNNI

Nelle scuole giapponesi non ci sono i bidelli: fin dalla prima elementare, gli alunni sostituiscono in toto questa figura e addirittura svolgono mansioni da inservienti alla mensa scolastica. Terminate le lezioni del mattino, nella stessa aula in cui si tengono le lezioni, i piccoli alunni ripuliscono per bene banchi e pavimenti, e questo permette loro di imparare a fare lavoro di squadra e capire l’importanza di avere rispetto per gli ambienti pubblici. In pausa pranzo, poi, alcuni gruppi organizzati a turni servono il pasto ai loro compagni.

 

LE UNIFORMI

Uno dei principali tratti distintivi della scuola giapponese sono le singolari uniformi, chiamate seifuku (制服), che gli studenti di molte scuole pubbliche e private devono indossare sin dalla tenera età. Le uniformi dei ragazzi sono di solito nere con i bottoni di ottone e colletti alti e rigidi, mentre le ragazze indossano di norma il caratteristico completo alla marinara – costituito da una camicetta con un ampio collo e una gonna a pieghe – che noi tutti abbiamo imparato a conoscere guardando gli anime alla televisione.

 

Uniforme scolastica femminile, creative commons: Jim Epler/Flickr.com

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