Uniformi scolastiche giapponesi

Uno dei principali tratti distintivi della scuola giapponese sono sicuramente le singolari uniformi, chiamate seifuku (制服), che gli studenti di molte scuole pubbliche e private devono indossare sin dalla tenera età. La consuetudine di portare le uniformi scolastiche, in Giappone, si originò sul finire del diciannovesimo secolo: a quel tempo gli studenti combinavano il kimono con l'hakama, altro tipico indumento giapponese simile ad una gonna-pantalone. Ai giorni nostri la divisa ha assunto un forte significato culturale e sociale: non solo esprime il legame dello studente con il suo istituto e l'appartenenza ad una comunità, ma permette di eliminare le differenze sociali tra gli studenti nell’ambiente scolastico, poiché tutti si vestono in modo identico.

 

SCUOLE PUBBLICHE E PRIVATE

Normalmente, nella scuola pubblica non esiste nessuna divisa fino alle medie: certo, i bambini devono adottare un cappello, in certi casi uno zainetto o una borsa standard che è uguale per tutti, ma nel complesso sono abbastanza liberi di vestirsi come desiderano. Alla scuola media e superiore i ragazzi sono invece tenuti ad indossare l'uniforme, mentre all'università questa imposizione decade.

Il discorso cambia quando si parla di scuole private in Giappone, a qualsiasi livello di educazione. In questo caso l’uniforme scolastica segue regole molto rigide, e comprende la totalità dell’abbigliamento, dal cappello alle scarpe, passando per la borsa e le varie attrezzature scolastiche. Ovviamente non manca il simbolo della scuola sul berretti: gli istituti più rinomati arrivano addirittura a personalizzare l’abbigliamento facendo ricamare il cognome degli studenti su alcuni capi di vestiario.

 

GAKURAN E SAILOR FUKU

Il gakuran (学ラン) è la tipica uniforme scolastica maschile, composta da giacca e pantalone. Il colore della divisa è normalmente nero, ma esistono anche versioni blu marino e blu scuro, a seconda della prefettura. La parte superiore ha un colletto alla coreana semirigido con dei bottoni, che continuano per tutta la parte alta dell'uniforme e che spesso sono decorati con lo stemma della scuola. I pantaloni sono lineari e monocromatici, vengono abbinati ad una cintura nera e a dei mocassini o a delle scarpe da ginnastica da indossare esclusivamente fino a quando ci si trova all'interno dell'edificio scolastico (una volta entrati in aula, infatti, in Giappone è consuetudine calzare delle particolare ciabatte chiamate uwabaki). Tradizionalmente, il gakuran viene abbinato con un berretto di colore nero, anche se questa abitudine sta lentamente cadendo in disuso.

Il completo alla marinara, conosciuto con il nome di sailor fuku (セーラー服), è la caratteristica uniforme femminile che noi tutti abbiamo imparato a conoscere guardando gli anime alla televisione. Fu introdotta come divisa scolastica agli inizi del ventesimo secolo e modellata sull’uniforme utilizzata dalla British Royal Navy. Di norma è costituita da una camicetta con un ampio collo in stile marinaro e una gonna a pieghe. Un nastro viene poi legato intorno al collo e annodato sul davanti con un anello, anche se spesso viene sostituito con una cravatta o un fiocco. Scarpe, calzini e altri accessori completano l'outfit: di norma i calzini sono bianchi e le scarpe sono mocassini neri oppure marroni. Un accessorio che non manca mai tra le ragazze più alla moda sono i cosiddetti loose socks, un tipo di calzettoni molto larghi indossati al di sotto delle ginocchia.

Indipendentemente dal tipo di uniforme utilizzata, tutte le scuole hanno una loro versione estiva della divisa, di solito composta da camicia bianca e pantaloni scuri per i maschi e camicetta e gonna scozzese in tartan con nastrino per le femmine. Oltre a questa, agli studenti vengono date in dotazione anche una divisa specifica per le attività sportive e una tuta da ginnastica di poliestere invernale.

creative commons: Jim Epler/Flickr.com

TRADIZIONI LEGATE ALLA DIVISA

Per tradizione il secondo bottone della divisa a partire dall'alto dovrebbe essere regalato dallo studente che la indossa alla ragazza amata. Questo perché il secondo bottone è quello più vicino al cuore e si crede che custodisca tutte le emozioni provate negli anni di scuola. Questa pratica, a quanto pare, è stata resa popolare da una scena di un romanzo di Taijun Takeda, uno dei primi scrittori del dopoguerra giapponese.

 

PERSONALIZZAZIONI

È chiaro che una tale omologazione non è sempre accettata dagli adolescenti giapponesi che in qualche modo cercano di ribellarsi. Spesso le ragazze tendono ad accorciare la lunghezza delle loro gonne e non indossano i calzini regolamentari, ma ne mettono di più larghi come i sopracitati loose socks, oppure possono personalizzarli cucendoci sopra toppe, fibbie colorate o bottoni. I ragazzi più ribelli, invece, indossano le magliette preferite sotto le camicie o allentando il nodo della cravatta in modo da sembrare più cool.

 

Studentesse con loose socks - © immagine: Shibuya246/Flickr.com

© immagine testata: RageZ/Flickr.com